Inflazione, ISAE, in aumento tra marzo e maggio

31 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – L’indicatore elaborato dall’ISAE al netto della componente stagionale, che fornisce un segnale delle tendenze nel breve periodo, mostra una dinamica moderatamente crescente: tra marzo e maggio la crescita dei prezzi si è portata, in termini annualizzati, al 2,2% dall’1,9% di inizio anno, suggerendo la possibilità di una risalita dell’inflazione dall’estate. Lo si legge in una nota. La dinamica congiunturale dei prezzi al consumo (+0,1%, più contenuta rispetto alle variazioni di marzo e aprile) ha scontato in parte gli effetti dell’aumento del costo in euro del petrolio, con rincari che hanno interessato la quasi totalità dei beni energetici (carburanti e gasolio per riscaldamento). Un forte contributo disinflativo è venuto dalle riduzioni dei prezzi per alcune importanti componenti dei bilanci delle famiglie (relative alla salute), dagli ulteriori ribassi per molti prodotti dell’elettronica di consumo e dai cali stagionali di alcuni servizi legati al turismo. Gli operatori economici, imprenditori e consumatori, appaiono al momento concordare circa la dinamica futura dell’inflazione e si aspettano nel breve termine sviluppi dei prezzi un po’ più sostenuti rispetto agli attuali. Per quanto riguarda le aspettative d’inflazione, le indicazioni che emergono dalle inchieste dell’ISAE delineano un quadro in cui nel breve periodo le spinte sui prezzi dovrebbero rafforzarsi. Gli operatori del settore produttivo, ed in particolare gli imprenditori del comparto dei beni destinati al consumo finale, sembrano essere ora relativamente più inclini ad una politica basata su un aumento dei listini: già dallo scorso mese tra gli intervistati sono tornati, infatti, a prevalere coloro che prevedono di aumentare i propri prezzi di vendita da qui all’estate, contrariamente a quanto accaduto tra la fine del 2008 e l’inizio di quest’anno quando a prevalere erano le intenzioni di ribasso dei listini. Una maggiore cautela circa gli sviluppi dei prezzi emerge anche dalle attese dei consumatori, il cui saldo, nei dati destagionalizzati, è tornato positivo dopo oltre un anno e mezzo.