Inflazione divora i redditi, carrello spesa al record da 2008

13 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Non solo recessione, in Italia il problema è rappresentato anche dall’aumento dei prezzi, in particolare dal costo del carrello della spesa che, stando a quanto risulta dai dati sull’inflazione, è balzato su base annua al record dal 2008.

Per carrello della spesa, si sa, si intendono i prezzi di quei prodotti che vengono acquistati più frequentemente: ebbene, questi hanno fatto a febbraio un +0,7% su base mensile e un +4,5% su base annua, al massimo dal +4,6% dell’ottobre del 2008.

Guardando al tasso d’inflazione in generale, stando a quanto ha riportato l’Istat, il dato si è attestato a febbraio al 3,3%, contro il 3,2% di gennaio. Su base mensile, il rialzo è stato pari a +0,4%.

L’aumento dei prezzi continua a divorare i redditi disponibili delle famiglie, che già fanno fronte al periodo di recessione tecnica per l’Italia, scatenata, come hanno confermato i dati di ieri, anche dal calo dei consumi.

Più che visibile l’effetto della benzina, che ha segnato a febbraio un rialzo record +18,6%, andando a incidere pesantemente sul carrello della spesa; ma non scherzano affatto gli aumenti dei prezzi del gasolio (+25,5 per cento) e degli alimentari a partire dagli ortaggi (+8,6 per cento); quest’ultimo balzo è stato causato dalle bufere di neve che hanno colpito il paese e che hanno scatenato anche fenomeni speculativi. La Coldiretti ha commentato infatti l`inflazione di febbraio, parlando di numeri “fortemente condizionati dal grande freddo”.

Incrementi rispetto allo scorso anno si registrano – sottolinea la Coldiretti – anche per i prezzi del pesce fresco di mare di pescata (+5,7%) e del pesce fresco di mare di allevamento (+8,9%), per la carne bovina (+2,7%), per la pasta con +2,3% e soprattutto caffè (+14,7%) mentre sono diminuiti i prezzi della frutta (-2,4 per cento).

Il risultato è un contenimento dei consumi alimentari con le tavole degli italiani “che si sono impoverite in quantità nel 2011 dalla carne bovina (-0,1 per cento) a quella di maiale e ai salumi (-0,8 per cento), dall’ortofrutta (-1 per cento) alla pasta (-0,2 per cento) fino al latte fresco (-2,2 per cento)”, secondo una analisi della Coldiretti. “Una situazione che potrebbe aggravarsi nel corso del 2012 per effetto dell`aumento delle aliquote Iva previsto per ottobre che con il passaggio dall`aliquota del 21 al 23 per cento – conclude la Coldiretti – colpirebbe alcuni prodotti di largo consumo come l`acqua minerale, la birra e il vino ma anche specialità come i tartufi mentre a quello dal 10 al 12 per cento sono interessati dalla carne al pesce, dallo yogurt alle uova ma anche il riso, il miele e lo zucchero”.