Inflazione: Confagricoltura, si raffreddano i prezzi dei beni alimentari

23 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – I prezzi al consumo dei beni alimentari si sono fermati a gennaio rispetto a dicembre; mentre hanno avuto un lieve incremento su base tendenziale (+0,3% a gennaio 2010 su gennaio 2009) comunque di gran lunga inferiore all’incremento registrato per altri capitoli di spesa (+1,3% l’incremento medio complessivo). Lo sottolinea Confagricoltura, analizzando i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat. Confagricoltura evidenzia in particolare in calo i prezzi al consumo della frutta fresca (diminuiti dello 0,7% a gennaio e del 2% nell’anno) e di olio e grassi (-0,1% la variazione congiunturale e -3,2% quella tendenziale); mentre sono rimasti praticamente invariati a gennaio i prezzi di pane e cereali (+0,1% come variazione nei dodici mesi) e quelli di latte, formaggi e uova (che nel corso dell’anno sono scesi dello 0,6%). In pratica, si sta “raffreddando” la dinamica dei prezzi degli alimentari al consumo, in uno scenario di crescita dell’inflazione; anche se allo “stop” in gennaio dei prezzi degli alimentari ha fatto riscontro l’aumento di altri capitoli di spesa come ad esempio il +0,5 per trasporti e sanità, +0,3% per la casa e l’abitazione e +0,4% per i prezzi di altri beni e servizi). In uno scenario di riduzione dei prezzi agricoli all’origine subita dalle aziende agricole, è quindi ancora più evidente il contributo della fase produttiva primaria al contenimento dei prezzi al consumo. Confagricoltura sottolinea infine come tutto ciò sia legato anche al cambiamento dei consumi delle famiglie, che registrano comportamenti di acquisto più attenti alle promozioni e al rapporto qualità-prezzo. Analizzando i recenti dati diffusi da Ismea sulla dinamica dei volumi di prodotti alimentari acquistati nel 2009 rispetto al 2008 si rilevano alcuni dati interessanti. Mentre le vendite dei discount aumentano (+10,4% nel 2009) decisamente più degli altri canali di vendita, diminuiscono i consumi dei derivati dei cereali (-2%), di carne bovina (-2%), di olio di oliva (-3,4%), di vino e spumante (-1,3%); crescono invece gli acquisti di latte e derivati (+1,1%), di ortaggi e patate (+1,4%), di frutta e agrumi (+3,4%).