Indignados americani contro Wall Street, disordini e proteste

25 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Una protesta che, secondo gli organizzatori, era pacifica. Una marcia per le vie di New York fino ad arrivare a Wall Street per indicare «i veri responsabili di questa crisi». E invece, nei pressi di Union Square, gli indignados americani, oltre duecento persone, sono state bloccate dalla polizia. Grandi reti arancioni sono state erette sul marciapiede, intrapollando le persone in piccoli gruppi. Alle proteste dei manifestanti, le forze dell’ordine non hanno esitato, usando spray urticanti. E hanno arrestato almeno un centinaio di persone, secondo il team di avvocati che sta prestando assistenza legale. «Una violenza esagerata e senza una ragione, la nostra era una marcia tranquilla», accusano oggi i giovani.

La marcia è avvenuta sabato pomeriggio. La seconda in una settimana. E coordinata con altri gruppi in tutto il mondo. «Gli antibanks day», mirano a sollecitare «un vero cambiamento nella politica finanziaria, noi siamo la generazione del debito e non l’abbiamo contratto noi», spiega un ragazzo. E così hanno deciso per un nuovo corteo. La polizia però ha deciso di bloccarli prima di arrivare a destinazione. «Stavamo camminando sui marciapiedi. Non facevamo nulla di illegale», spiega Chelsea Elliot, 25 anni di Brooklyn. Lei è stata «colpita da spray urticante». Paul J Brown, portavoce della NYPD, spiega che la maggior parte arresti «sono stati effettuati per il blocco della circolazione e del traffico pedonale». Ma anche per «resistenza a pubblico ufficiale, per intralcio dell’amministrazione pubblica e, in un caso, per aggressione di un agente».

Ma le proteste viaggiano via web. Molti manifestanti hanno ripreso gli arresti, inviando le immagini a Youtube. E su Twitter è cominciato un tam tam di indignazione e rabbia. «Non ci si comporta così», sottolinea Kr3at. Oppure: «Stati Uniti il mondo vi guarda», aggiunge Ruben dalla Spagna. E anche Anne-Marie Slaughter che ha gestito il dipartimento fino a pochi mesi fa, sempre su Twitter attacca l’operato della polizia: «Queste non sono le immagini che gli Stati Uniti vogliono vedere», linkando una foto di un agente mentre ha un ginocchio sulla schiena di una ragazzo che sta arrestando.