Germania in affanno: economia debole trascina giù l’euro

18 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Contrastanti i dati PMI che arrivano oggi dalla Germania con il settore dei servizi che va oltre le aspettative salendo ad aprile a 55,6 punti dai 55,4 punti precedenti e contro i 55,1 punti stimati dagli analisti. Ma nonostante il miglioramento generale dei dati PMI tedeschi da marzo ad aprile, il settore manifatturiero continua a essere debole segnando la contrazione per il quarto mese consecutivo e ciò è sufficiente a mettere un freno all’euro e ai rendimenti dei bund considerando che l’attività industriale è la spina dorsale che guida l’economia tedesca.

L’attività manifatturiera tedesca delude nuovamente le aspettative piazzandosi ad aprile, secondo la stima  preliminare di Markit, a 44,5 punti, in leggero rialzo rispetto ai 44,1 punti di marzo ma sotto le attese che si aspettavano un aumento a 45 punti.  L’indice sotto i 50 punti dimostra come la prima economia della zona euro è in fase di contrazione.

Dati che si riflettono sul cambio euro/dollaro arrivato da 1,1290 al minimo di 1,1655. Nelle ultime ore il governo di Berlino aveva dimezzato le stime di crescita della Germania allo 0,5% per il 2019, l’ennesima revisione al ribasso rispetto al +2,1% previsto l’anno scorso. L’attuale fase di debolezza deve darci la sveglia, aveva commentato il ministro dell’Economia, Peter Altmaier  restando comunque ottimista:

“La buona notizia è che supereremo questa fase di debolezza in futuro”.

Ma a bene vedere è tutta l’attività manifatturiera della zona euro in affanno. Ad aprile l’indice Pmi manifatturiero calcolato da Markit economics, è salito a 47,8 dal precedente 47,5 di marzo, sempre sotto la soglia dei 50 punti che rappresenta la soglia tra recessione ed espansione del settore.