INDICI DI BORSA:
ECCO L’ANALISI

5 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Quale comportamento terranno le borse europee nel corso del 2001?

Le previsioni dei macroeconomisti sono le più disparate e non danno indicazioni univoche sullo stato dell’economia mondiale e del suo principale player: Gli Stati Uniti.

L’economia americana è prossima ad una lunga e ripida discesa nei territori paludosi della recessione oppure, nonostante i bruschi segnali di frenata non esistono ancora segnali di forti preoccupazioni e l’economia statunitense non cadrà in recessione e riprenderà un ritmo di crescita più forte, vicino al livello fisiologico indicato da molti vicino al 3%?

L’incognita maggiore è legata alla ripresa della crescita, alla sostenibilità della ripresa economica in Europa, alle prese con inflazione da caro petrolio, rigidità strutturali e politiche.

Mentre i massimi esperti mondiali attendono le statistiche economiche al di qua ed al di là delle sponde dell’oceano le borse mondiali vivono alla giornata interpretando con eccessi di pessimismo o di ottimismo (in rare occasioni) i “warning” delle maggiori aziende mondiali.

La tanto attesa manovra di politica monetaria si è materializzata dalle parole di Alan Greenspan ed ha rappresentato l’input per dare il via alle prese di beneficio sui mercati azionari.
Prese di beneficio che non sono state così generalizzate sui listini, ma hanno interessato più da vicino il Nasdaq ed il settore TMT.

Occorre valutare ogni singolo mercato per evidenziare le peculiarità e le prospettive di breve periodo fornendo così una guida per poter affrontare e gestire al meglio sia la forte volatilità emersa dall’estate scorsa, sia le operazioni di trading, di breve o medio respiro, che potrebbero essere così impostate al fine di sfruttare le ampie oscillazioni.

La tabella seguente evidenzia gli indici analizzati e la loro performance nella cinquina appena trascorsa e da inizio anno:

INDICE

VARIAZIONE % LAST WEEK

DA INIZIO ANNO

Mib30

-1,65

0,755

Eurostoxx50

-1,996

-2,246

Dow Jones

1,915

0,716

Nasdaq

-4,343

7,69

Per ognuno di questi indici seguono una valutazione di carattere generale e l’individuazione dei livelli di supporto e resistenza da monitorare per la settimana in corso.

NASDAQ

La reazione del mercato dopo il primo taglio dei tassi avvenuto ad inizio gennaio fu decisamente grandiosa, per altri versi si potrebbe ritenere schizofrenica ed esagerata.

Al taglio annunciato dei tassi ora il mercato ha vissuto una fase di prese di beneficio consistenti che hanno portato il mercato, pur tra volumi ridotti rispetto alle settimane precedenti ad abbandonare anche il supporto posto a 2.700 punti ed avviarsi, con perdite anche significative per blue chips del calibro di Lucent o Cisco, verso il supporto posto a 2.600 punti.

Ora si potrebbe configurare una figura tecnica, non particolarmente ampia, e quindi non così probabile, di una sorta di doppio massimo dopo che l’indice non era riuscito a superare la resistenza posta intorno al livello psicologico di 2.900 punti.

Per la settimana in corso si individua un primo fortissimo supporto posto a 2.500 punti, ultimo baluardo prima che la pressione dei venditori porti nuovamente il mercato verso il supporto statico e dinamico posto a 2.400 punti.

La tenuta di area 2.600 diviene ora la base dalla quale il mercato può ripartire per un nuovo test di area 2.800, resistenza che,una volta superata porterebbe ad un cambiamento decisamente più solido e sostenuto del mercato ed un test della forte resistenza di 3.000 punti.

Gli oscillatori analizzati evidenziano spazi di apprezzamento su scala settimanale, sottolineando come il quadro generale non risulti ancora compromesso, mentre su scala giornaliera emergono segnali di prudenza, con inclinazione negativa ed una situazione non univoca.

MIB30

Il mercato italiano ha vissuto la discesa dei mercati americani ed ha subito una forte riduzione dei valori raggiunti dalla scuderia Colaninno, colpita nella seduta di lunedì 5 febbraio, da forti discese e decise prese di beneficio su alcuni bancari (Intesa e Bipop tra gli altri), mentre si sottolinea nuovamente la tenuta di Pirelli e la sostanziale conferma di area 39€ per Generali.

Il piano di riduzione dell’indebitamento di Olivetti e la questione delle nuove prospettive di aggregazioni, più o meno probabili, nel settore bancario, rendono ancora più volatile il listino italiano rispetto agli altri paesi europei.

L’indice nel suo insieme risente di questo andamento a due velocità e non riesce a superare la prima forte resistenza posta a 45.000 punti.

Nella seduta di venerdì si registra inoltre la mancata tenuta di area 44.400 e la discesa repentina sino a 43.700 punti, livello ora fondamentale per evitare un ritorno verso area 43.500 e 43.200 supporto di breve periodo fondamentale per non compromettere in modo sostanziale quanto fatto sin qui dal mercato.

Indicazioni di sostanziale attesa giungono dagli oscillatori e rendono particolarmente aggressivi gli acquisti impostati in area 43.700, suggerendo di attendere il consolidamento dopo la rapida inversione della scorsa settimana.

DOW JONES

Da diverse settimane l’indice legato alla economia più tradizionale, ciclica e meno vincolato dalle aziende tecnologiche era vincolato ad una volatilità contenuta, che la rottura di 10.730 potrebbe far venire meno e dare il via, soprattutto se confermata nelle sedute di questa settimana, ad una situazione più favorevole ed una tendenza operativa più valida consentendo un ritorno sopra il livello di 11.000 punti.

Il mantenersi costante delle quotazioni al disopra di 10.900 punti rappresenta certamente un segnale di forza, segnale decisamente più brillante rispetto alla discesa del Nasdaq che si avvicina senza sintomi di rallentamento al supporto di 2.600 punti.

Anche un ritorno verso 10.750 punti non comprometterebbe un quadro meno negativo e sicuramente più sostenibile della “old economy” statunitense, che sta dimostrando grande reattività dinanzi alle difficoltà, come sottolineano i provvedimenti strutturali messi in atto da General Electric.

In questo caso potremmo assistere ad una fase di accumulazione che consentirebbe un ritorno di interesse e una ricerca di nuovi spunti operativi che darebbero fiato al mercato e consentirebbero il test di area 11.000 punti, prossimo obiettivo del mercato.

EUROSTOXX50

Il mercato europeo non reagisce positivamente alle fibrillanti sedute che si susseguono sul mercato high tech americano e guarda con preoccupazione alle statistiche interne ed alle notizie sulle aziende statunitensi.

Il settore TMT appare così il più penalizzato e l’indice abbandona rapidamente il supporto di 4.700 punti.

Le indicazioni che giungono dagli oscillatori non sono brillanti e suggeriscono di attendere il consolidamento dei prezzi intorno a 4.600 punti oppure il ritorno sopra le medie mobili a 14 e 21 giorni in area 4.720 punti prima di poter valutare un ingresso sul mercato con una connotazione sostanzialmente meno aggressiva e scevra dai pericoli di un potenziale down side che il mercato pare incorporare in questa fase.