India: Sace, pochi rischi per le Pmi italiane

di Redazione Wall Street Italia
8 Febbraio 2007 11:56

C’è anche la Sace in prima fila per garantire la presenza del made in Italy sul sempre più ricco mercato indiano. “L’India per noi costituisce un’area oltremodo importante”, spiega Giorgio Tellini, amministratore delegato della società assicurativa che sostiene le imprese italiane nel mondo e le protegge dai rischi commerciali e politici. “Basta guardare i numeri – osserva – per capirlo: le garanzie assunte dalla Sace sono passate da 23,3 milioni di euro a fine 2004 a 176,3 milioni a fine 2005 e hanno raggiunto quota 379 milioni a fine 2006”. Si tratta di cifre significative, aggiunge Tellini a pochi giorni dall’avvio della missione economico-diplomatica del Governo italiano e “confermano – sottolinea – il crescente interesse e presenza delle nostre imprese sul quel mercato. Noi come Sace abbiamo intensificato l’attività a supporto del made in Italy, attraverso l’attivazione di missioni dirette e la definizione di accordi di collaborazione per sfruttare appieno le potenzialità di crescita del mercato indiano caratterizzato da rischi operativi relativamente contenuti e da un solido sistema finanziario in piena espansione. In poche parole – spiega il manager – aiutiamo le imprese italiane che operano in questa regione, cercando di mitigare i rischi connessi al ciclo commerciale e agli investimenti”. La missione commerciale che toccherà Calcutta, Bangalore, Bombay e Delhi dovrà servire, secondo gli addetti ai lavori, proprio a incentivare i rapporti bilaterali, sfruttando anche e soprattutto il traino della dirompente crescita economica. “Il Paese sta vivendo un periodo di straordinaria espansione ormai da quattro anni – ricorda Tellini – con tassi (più 9 per cento) paragonabili a quelli eccezionali sperimentati dalla Cina (è di ieri la stima del Governo secondo cui il Pil indiano crescerà al 9,2 per cento quest’anno, il livello più altro registrato in 18 anni)”. Di pari passo, l’interscambio commerciale “è migliorato gradualmente negli ultimi anni e ha superato nei primi dieci mesi del 2006 i 4 miliardi di euro. Le nostre imprese stanno beneficiando dell’espansione economica indiana: nei primi dieci mesi 2006, ad esempio – aggiunge Tellini che guiderà la delegazione Sace in India – le esportazioni italiane hanno registrato un aumento del 25,2 per cento a quota 1,7 miliardi, mentre gli investimenti diretti italiani in India sono quasi triplicati (35 milioni)”. Insomma, continua il manager, “si tratta di un mercato complesso, ma le prospettive economiche sono positive e le autorità indiane stanno operando una serie di riforme per liberare ulteriormente il potenziale di crescita del Paese, attraverso la rimozione delle barriere regolamentari che frenano la crescita degli investimenti stranieri, la riduzione dei dazi sulle importazioni e il potenziamento delle infrastrutture che non sono adeguate alle nuove esigenze dell’economia. Per questo – prosegue – diventa cruciale l’iniziativa privata in questi settori, anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato che possono rappresentare una grande grande opportunità per le Pmi italiane. L’India – conclude – deve oggi affrontare due sfide importanti nel medio periodo. In primo luogo, riuscire a consolidare la sua posizione fiscale senza ridurre gli investimenti nelle infrastrutture e nello sviluppo dell’economia. In secondo luogo, migliorare il contesto operativo per attrarre maggiori investimenti”.