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India: Made in Italy, missione governativa

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Alla vigilia della missione organizzata dal Governo italiano assieme a Confindustria, Ice e Abi in India, dove guiderà la delegazione italiana nella tappa di Calcutta partecipando al Forum economico Italia-India con il premier Romano Prodi e il ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino, Giuseppe Morandini, presidente della Piccola Industria di Confindustria, delinea un quadro pieno di aspettative. “Questa missione – spiega – parte già forte del successo della visita della delegazione indiana in Italia lo scorso novembre ed è un importante momento per rafforzare le relazioni economiche bilaterali tra i nostri due Paesi. La disponibilità, più volte dimostrata in passato sia dalle associazioni imprenditoriali indiane, sia dalle autorità governative, testimonia la volontà di sostenere la nostra presenza in India e il grande interesse che uno tra i più importanti mercati al mondo riserva per il sistema imprenditoriale italiano”. A detta di Morandini, “l’India rappresenta per le nostre imprese un mercato che ha ancora molte potenzialità inesplorate: siamo il quarto partner commerciale in ambito Ue, dopo Gran Bretagna, Germania e Belgio”. Negli ultimi anni l’interscambio cresce in modo robusto: nel 2006, rispetto al 2005, le esportazioni dell’Italia verso l’India aumentano del 29,2 per cento, sfiorando i 2 miliardi di euro. Nello stesso periodo le importazioni italiane vivono un’analoga fase di espansione, crescendo del 35,6 per cento, “ma si tratta ancora di livelli che non ci possono rendere soddisfatti -afferma Morandini. Se consideriamo che l’India sta registrando tassi di crescita dell’economia che oscillano dall’8 per cento del 2006 alla stima di un 8,5 per cento per il 2007 e oltre, è facile capire l’importanza di essere presenti come sistema Italia, ovvero imprese, banche, istituzioni, ministri di Governo fino al presidente del Consiglio, per creare le condizioni che possano rendere le nostre imprese, soprattutto quelle di piccola e media dimensione, ancora più presenti”. La struttura stessa del sistema industriale indiano, annota ancora Morandini, “rende il nostro Paese un partner preferenziale: accanto a poche, grandi realtà industriali, in India ci sono una miriade di piccole imprese con le quali possiamo instaurare interessanti collaborazioni in settori importanti, quali tessile, pellame, siderurgia, auto, arredo, infrastrutture, turismo, chimica, agroalimentare, dove le nostre piccole imprese – conclude – possono offrire alle industrie indiane quel knowhow di competenze tecnologiche e di qualità che è un marchio di garanzia riconosciuto in tutto il mondo”.