Indagine Schroders: come si comportano gli investitori italiani dinanzi alla volatilità

15 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Dinanzi alla volatilità registrata negli ultimi tre mesi del 2018 oltre il 64% degli italiani ha apportato cambiamenti al profilo di rischio dei propri investimenti in risposta diretta all’instabilità, risultando sostanzialmente in linea con l’analoga scelta del 70% degli investitori globali ed europei.

Il dato è quello che emerge dalla ricerca Schroders Global Investor Study 2019, basata su oltre 25.000 persone coinvolte in 32 Paesi, fornendo una fotografia del comportamento degli investitori in una fase di volatilità.

Guardando all’Italia, il 36% degli investitori italiani dichiara di essersi spostato su investimenti con rischio inferiore (37% il dato globale, 35% quello europeo) e il 15% di aver allocato parte del portafoglio in liquidità (21% a livello globale, 18% in Europa), il 31% si è mosso invece verso opzioni con un livello di rischio elevato (35% a livello globale, 38% in Europa), manifestando un comportamento più aggressivo. Poco più di un terzo (36%), infine, ha mantenuto invariata la propria allocazione al rischio, rispetto al 30% globale e 30% europeo.

Lo studio ha anche evidenziato come gli investitori italiani detengano i propri investimenti in media per 2,2 anni, meno della metà del periodo raccomandato di cinque anni e meno rispetto agli investitori globali ed europei, entrambi con una media di 2,6 anni.  In merito ai giovani, i millennial italiani risultano avere meno pazienza delle generazioni più anziane, mantenendo gli investimenti in media per 1,9 anni (al pari della media globale) contro una media di 2,6 per i baby boomer italiani (3,7 a livello globale, 3,5 a livello europeo).

Il pericolo maggiore per i propri investimenti è non assumere abbastanza rischio per poter raggiungere i propri obiettivi, cosa che pensa quasi metà (48%) dei Millennial italiani (53% il dato globale, 49% quello europeo).

Infine mentre il 50% degli italiani dichiara di non aver ottenuto ciò che desiderava dai propri investimenti negli ultimi 5 anni, in linea con il 51% degli investitori globali e il 52% di quelli europei,  circa il 7% invece (10% il dato globale, 9% quello europeo) ritiene di non aver mantenuto i propri investimenti abbastanza a lungo.