Indagine Fiba, crisi non intacca i mega stipendi dei banchieri

9 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Gli stipendi dei banchieri non soffrono la crisi economica. Per gli amministratori delegati di Generali, Unicredit e Unipol bastano due giorni e mezzo di lavoro per guadagnare lo stipendio annuale di un impiegato medio. La Fiba Cisl ha realizzato uno studio sui compensi dei top manager di banche e assicurazioni dal quale emerge che ”gli stratosferici stipendi” del settore finanziario ”non diminuiscono”.

L’indagine è stata presentata all’incontro con i parlamentari per discutere della proposta di legge per un tetto ai compensi, approdata alla Camera dei deputati. “Restano abissali le differenze tra le retribuzioni” afferma il segretario generale Fiba Cisl Giulio Romani.

Per gli amministratori nel 2013 solo sei hanno dovuto fare i conti con un calo delle retribuzioni mentre per gli altri 11 esaminati i compensi rimangono stabili o aumentano. Lo studio della Fiba Cisl rileva poi che i compensi degli amministratori nel 2013 rispetto all’anno precedente, per il campione censito da Assonime, hanno evidenziato un incremento a 324mila euro rispetto ai 248mila dell’anno precedente.

Le societa’ non finanziarie, invece, hanno visto una riduzione da 227mila a 212mila euro. Oltre a puntare il dito contro i compensi dei top manager del settore finanziario, la Fiba Cisl mette in risalto anche la numerosita’ media degli organi societari. ”Applicando i nuovi limiti della regolamentazione della Banca d’Italia”, le banche con modello tradizionale presenterebbero un’eccedenza di 34 unita’ rispetto al limite di 15 componenti. Le banche con il sistema dualistico presentano un’eccedenza di 18 unita’ rispetto al limite di 22.”L’eccedenza totale – scrive lo studio – sarebbe dunque pari a 52 consiglieri in 9 banche”.

La Fiba Cisl analizza poi la retribuzione oraria dei top manager di banche e assicurazioni e il rapporto con il compenso medio dei dipendenti. L’anno scorso Sergio Balbinot di Generali ha guadagnato 17.600 euro l’ora rispetto agli 11.147 dell’anno precedente, pari a 214 volte lo stipendio del dipendente medio contro le 136 volte del 2012. In calo il compenso del group ceo di Generali Mario Greco da 12.414 a 10.681 euro l’ora.

Sopra i 10 mila euro orari viaggiano Piero Luigi Montani, Federico Ghizzoni e Paolo Vagnone. Greco, Vagnone, Balbinot e Ghizzoni sono invece i manager con i compensi piu’ legati alla componente variabile. In fondo alla classifica Claudio Broggi con un compenso che supera di appena 14 volte quello del dipendente medio, 15 volte per Ennio La Monica di Banca Carige. Piu’ contenuti i compensi dei presidenti. Si va da Cesare Castelbarco Albani che percepisce un compenso orario orario di oltre 4mila euro, pari a 41 volte quello del dipendente medio, a Alessandro Profumo che guadagna appena due volte il dipendente medio.

Quasi ottomila firme raccolte dalla Fiba Cisl di Bergamo a favore della proposta di legge per un tetto agli stipendi dei top manager. È questo il risultato che Bergamo porta in dote all’iniziativa che si è svolta su tutto il territorio nazionale e che mercoledì 9 sarà ufficialmente presentata alla Camera dei Deputati.