Incubo Deutsche Bank. Buco capitale 8 miliardi. Squalo Soros all’attacco

30 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Incubo Deutsche Bank. Il titolo del colosso bancario tedesco continua a scivolare a nuovi minimi storici, scatenando il panico a livello globale, mentre un report degli analisti di Citigroup fa notare come l’istituto debba fare i conti con un buco di capitale di ben 8 miliardi di euro. Short-sellers all’attacco della prima banca della Germania, gli hedge fund scappano e alimentano ulteriormente i timori  sulla liquidità dell’istituto. Tra questi ci sarebbe, secondo quanto riporta il New York Times, anche il finanziere George Soros, lo squalo dell’alta finanza che affossò la sterlina nel 1992.

Il panico travolge l’azionario globale, ma quello che di mattina appare come una sorta di Black Friday si dissolve nel corso delle contrattazioni.

Dopo essere scivolate per la prima volta in assoluto sotto l’importante soglia psicologica di 10 euro, travolte da una perdita dell’8%, le quotazioni di Deutsche Bank riducono le perdite, per poi virare in territorio positivo e salire fino a quasi il 6% alla borsa di Francoforte. Le azioni DB scambiate a Wall Street fanno ancora meglio, sulla scia di indiscrezioni secondo cui il colosso bancario sarebbe vicino a chiudere il contenzioso con il dipartimento di Giustizia Usa e a pagare, magari, una somma decisamente inferiore ai $14 miliardi.

Lo scenario di Deutsche Bank visto da Citi

Non tutti gli strategist condividono la fuga dei fondi: vero è, tuttavia, che il report di Citigroup mostra una banca sottocapitalizzata.

La conclusione a cui arriva Citi si basa tra l’altro su presupposti anche improntati all’ottimismo, dal momento che il team degli analisti parte dall’assunto di oneri legali nel periodo compreso tra il secondo semestre del 2016 e il 2017 di “appena 2,9 miliardi di euro, dunque a livelli decisamente inferiori alla multa monstre imposta dal dipartimento di Giustizia Usa per un valore di $14 miliardi.

Citi fa notare che Deutsche Bank, con un “leverage ratio” del 3,4%, “appare in condizioni peggiori anche rispetto al target prefissato per la fine del 2018” e calcola che, con spese legali di appena 2,9 miliardi di euro e in caso di successo della smobilizzazione, alla fine del 2017, della quota del 70% detenuta in Postbank, il CET 1 ratio risulta pari all’11,6% entro la fine del 2018. Tutto ciò implica che la banca farà fronte a un buco di 3 miliardi di euro rispetto al suo target pari al 12,5%, e a un leverage ratio al 3,9%: e, dunque, a un buco di capitale di 8 miliardi di euro rispetto al target del 4,5%.

Squali della finanza all’attacco

Detto questo, oltre alle preoccupazioni sulla sottocapitalizzazione della banca tedesca, i mercati temono il crollo della sua liquidità.

Anche per questo gli hedge fund non stanno risparmiando gli attacchi speculativi contro il colosso, tanto che il New York Times scrive che i fondi, sia grandi che piccoli, stanno shortando il titolo. E’ vero anche che a smobilizzare le loro posizioni sono anche gli investitori istituzionali che ragionano in un’ottica di lungo periodo. Tra l’altro, scrive il quotidiano newyorchese, una “comunità segreta e influente di Wall Street a cui appartengono autori di ricerche indipendenti proclama da mesi che la banca numero uno in Germania non ha abbastanza cash per sopravvivere“.

Perfino Tidjane Thiam, amministratore delegato di Credit Suisse, altra banca sotto attacco deggli hedge fund, ritiene che le banche europee in generale, non siano “davvero investibili”, se si vuole riprendere questo termine dall’inglese “investable”, per indicare un asset che non merita neanche l’attenzione degli investitori.

Stando ai dati di Thomson Reuters, gli investitori hanno preso in prestito ben 39 milioni di azioni Deutsche Bank per scommettere contro di esse, o il 2,8% circa del flottante. Lo short interest nella banca vale circa $480 milioni e si aggira al record in un anno.

Bloomberg ha riportato che sono circa 10 gli hedge fund che stanno attaccando Deutsche Bank. Tra questi, Millennium Partners, Rokos Capital Management e Capula Investment Management, stando alle fonti sentite.

Goldman Sachs: la liquidità non è un problema per Deutsche Bank

Tuttavia, sempre Bloomberg riporta l’opinione di alcuni analisti, secondo i quali Deutsche Bank non avrebbe problemi di liquidità. Citando i dati riportati dalla stessa banca, Stuart Graham, di Autonomous Research, ha scritto in una nota pubblicata nella sessione di giovedì che “Deutsche Bank ha molti problemi, ma la liquidità non è tra questi”.

Dai dati emerge che il colosso di Francoforte, lo scorso 30 giuno, disponeva di riserve di liquidità per un valore di 223 miliardi di euro. E che il suo “liquidity coverage ratio”, ovvero il ratio che si ottiene dividendo l’ammontare di cash e di asset facili da vendere per la stima di potenziali flussi in uscita in un periodo di 30 giorni, era del 124%, al di sopra del minimo del 100% stabilito dalle autorità di regolamentazione.

Per Goldman Sachs, la liquidità di Deutsche Bank è stabile, anche grazie alle garanzie di finanziamento che arrivano dalla Bce. L banca americana scrive tuttavia che, “dal momento che le preoccupazioni si intensificano, raggiungere una soluzione sulla multa (Usa), e dunque sulle preoccupazioni che riguardano il suo capitale, è importante”.