INCONTRO FAZIO-GENERALI, UN’ALTRA IPOTESI DI REATO

22 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

UNIPOL:INCONTRO FAZIO-GENERALI,PM ROMA VALUTANO IPOESI REATO

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22 Gennaio 2006 14:10 ROMA (ANSA)

(ANSA) – ROMA, 22 gen – Potrebbe essere non di abuso d’ufficio, ma più grave l’ipotesi di reato che la procura sta valutando in merito all’incontro del 12 aprile scorso tra l’allora governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, da un lato e il presidente e l’ad di Generali, Antoine Bernheim e Giovanni Perissinotti, dall’altro.

La procura di Roma, dopo le dichiarazioni fatte agli stessi magistrati dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha ormai ristretto il campo di indagine, proprio a quella convocazione che Fazio fece a Bernheim e Perissinotto il 12 aprile scorso, avendo ormai charito che di presunte pressioni sul ‘Leone’ da parte di politici non vi è traccia, cosa peraltro mai denunciata dallo stesso Berliusconi.

A convincere i pm Perla Lori, Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, titolari delle inchieste romane sulle scalate bancarie che vedono Fazio già indagato per abuso d’ufficio (Antonveneta-Bpi), di fare chiarezza su quella convocazione è innanzitutto la data: 24 ore dopo quel 12 aprile scorso infatti, il Banco di Bilbao (allora unico aspirante al controllo della Bnl, poi in competizione con Unipol) ottenne il secondo via libera all’offerta pubblica di scambio (ops) dalla Consob. Via libera che era tuttavia subordinato al sì proprio di Bankitalia per poter rendere operativa l’offerta. Fazio, secondo quanto si è appreso, prospettò 24 ore prima di quell’ok ai vertici di Generali, cosa ne pensassero di una ‘italianita” dei destini della Bnl e, cosa più importante, avrebbe chiesto conto di un eventuale orientamento del colosso assicurativo propendendo per una soluzione, appunto, italiana, che tuttavia non aveva a quella data, il 12 aprile, come ‘orizzonte’ l’Unipol di Giovanni Consorte.

Le risposte che i vertici di Generali fornirono a Fazio furono precise: la compagnia avrebbe scelto secondo logiche di mercato e di profitto e non certo per un interesse di difesa nazionale. Ed è proprio questo il punto che i magistrati intendono chiarire: era ‘ortodosso’ quell’incontro? Poteva il massimo responsabile della vigilanza bancaria convocare i vertici di una compagnia assicurativa per informarsi? Insomma le ‘convocazioni’ di Fazio rientravano nella discrezionalità che il governatore ha sempre rivendicato anche nella sua memoria difensiva per l’indagine Antonveneta?

Interrogativi a cui la procura darà risposte già nei prossimi giorni. Il primo passo è appunto quello di valutare se i comportamenti dell’ex governatore vengano ritenuti ortodossi o meno. Poi si sceglierà se convocare Fazio come persona informata sui fatti, oppure, decidendo magari una seconda iscrizione nel registro degli indagati.