In Usa il denaro costa troppo poco

29 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Ma quale doppia reccessione? Non e’ questa prospettiva, nei confronti della quale i timori si stanno a poco a poco affievolendo, a dover far preoccupare gli investitori. Il vero problema e’ la politica monetaria ultra morbida della Federal Reserve. Insomma, il denaro negli Stati Uniti costa troppo poco.

E’ questa l’opinione di Joachim Fels, co-capo economista di Morgan Stanley. In un’intervista alla Cnbc ha fatto notare che “la crescita globale ha segnato un +5% negli ultimi 12 mesi ma I tassi di interesse reali restano negativi”.

Per l’esperto, “le preoccupazioni di una doppia recessione sono eccessive”. Quello che serve ora e’ un cambio di rotta da parte della banca centrale americana, ha sostenuto Fels. Dal suo punto di vista Bernanke, piu’ prima che poi, deve stringere i cordoni della sua politica monetaria pena pressioni inflative al rialzo in tutto il mondo. “L’inflazione si sta alzaando. In India intravediamo segnali di prezzi al consumo in aumento e questo e’ il maggior rischio ora”.

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“Molti sono portati a credere che le politiche accomodanti delle banche centrali in Usa ed Europa siano state ordinate dal dottore. Bisognera’ invece scegliere tra due strade: lasciare che l’inflazione faccia il suo corso o alzare i tassi di interesee in modo aggressivo nonostante gli alti livelli di indebitamento”. Peccato, conclude l’economista, che Bernanke e Trichet siano propensi a optare sulla prima opzione.