IN MEMORIA
DEL NUMTEL

23 Dicembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Era il 17 Giugno del 1999 e, con la quotazione di Opengate, nasceva il Nuovo Mercato, meglio noto col nomignolo di Numtel, nome dell’indice relativo. A distanza di 4 anni e mezzo il Numtel chiude i battenti e quello che doveva essere nelle intenzioni di Borsa Italiana quella porzione di mercato dedicata alla quotazione di imprese e società operanti in settori innovativi caratterizzati da un certo fabbisogno finanziario legato a progetti o programmi di sviluppo con elevate prospettive di crescita, verrà smembrato e spalmato negli altri listini esistenti.

In piccolo è la fine di un grande sogno che cullò i sonni di molti italiani tra la fine del’ 99 e l’inizio del 2000 quando lo sviluppo delle imprese legate ad internet sembrava inarrestabile e l’acquisto di titoli tech, garantiva percentuali da capogiro in tempi rapidissimi. Tiscali quotata a 46 euro per azione raggiunse il massimo stratosferico di 1019 euro per azione neanche sei mesi dopo il collocamento. Ma veri e propri esempi di follia collettiva si ebbero anche in seguito, come quando Basic Net, marchio di abbigliamento sportivo di Robe di Kappa nulla a che fare con nuove tecnologie, fece registrare al debutto un balzo di circa il 12% solo per la desinenza Net.

Chissà se in quel periodo si fosse quotata WC Net cosa sarebbe potuto succedere. Quel sogno si trasformò presto in incubo per tutti quelli che, come novelli re Mida, si erano illusi di poter trasformare in oro i piccoli risparmi quotidiani. La cuccagna improvvisamente finì, magistralmente architettata da chi sapeva come sarebbero andate a finire le cose. Ed i soldi sono rimasti in mano ai soliti noti che grazie ad operazioni di finanza estrema sono riusciti, loro si, a trasformare in oro la cacca che avevano in mano.

Emblematico fu l’esempio fornito da Carlo de Benedetti con al quotazione di CDB (che fantasia) web tech, una società che come scatola vuota conteneva attività internet, investimenti in tecnologia ed altre menate dal valore praticamente nullo, scorporate da varie società del proprio gruppo. Fu quotata ad un prezzo straordinario che fece affluire, dal nulla, circa 200 miliardi delle vecchie lire nelle tasche dell’ingegnere serviti per la costruzione di una villettina a St Moritz.

Dal 31 gennaio quindi non esisterà più il Numtel ma come al solito nessuno pagherà per i danni provocati non solo alle tasche dei cittadini ma pure alla credibilità di un mercato finanziario italiano sempre meno trasparente e sempre di più in mano a finanzieri e raider con pochi scrupoli. A proposito Opengate non cercatela più, è fallita.

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