In macelleria a prezzi di saldo

1 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Macelleria sociale. Un’espressione tanto forte quanto pittoresca per descrivere due piaghe insopportabili, l’evasione e la corruzione. Parole intense pronunciate dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, in un intervento che è parso forse più accorato del solito. E non stupisce data la crisi che sta investendo l’Eurozona ed il tentativo dell’Italia di risanare i propri conti pubblici, giocando in contropiede. E’ “macelleria sociale” quella prodotta dagli evasori, che non pagando le tasse fanno ricadere il peso sui contribuenti, frenando la crescita e lo sviluppo del Bel Paese. E’ “macelleria sociale” quella prodotta dai corruttori, il cui morbo si propaga nelle amministrazioni pubbliche come altrove. Un’espressione molto inconsueta per Draghi, almeno nella sede in cui è stata pronunciata. A Palazzo Koch, di fronte alla platea della finanza, dell’economia e della politica italiana. In un’occasione di rilievo nazionale ed internazionale, dato che Draghi viene additato come uno dei papabili per la prossima presidenza della BCE. Eppure l’espressione rende bene il concetto, quando si pensa alle famiglie strette nella morsa della crisi, quando il peso ed i costi della ripresa vanno a ricadere su quei milioni di individui che pagano le tasse e che, forse, dovrebbero godere del beneficio di una riduzione della pressione fiscale. Un macellaio chi, beffandosi di Stato e società, trova un escamotage per non pagare il dovuto e per coloro che minano le stesse fondamenta della legalità, corrompendo a scapito dell’onesto cittadino e beffandosi della giustizia e delle istituzioni.