«IN GIRO C’ E’
UN OTTIMISMO ECCESSIVO»

23 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

«Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – «La Borsa è sempre più interessante delle obbligazioni. Ma ci aspettiamo una ripresa della volatilità; inoltre le azioni quasi certamente nel 2007 non potranno replicare le performance dello scorso anno». Vittorio Gaudio, amministratore delegato di Duemme sgr , la società di asset management del gruppo Banca Esperia, che con il fondo Duemme Global Opportunity C ha dimostrato di saper cavalcare con successo i sobbalzi delle ultime correzioni, non nasconde una vena di inquietudine.

Quali sono i maggiori rischi all’orizzonte per le Borse europee?
«Gli indicatori macroeconomici continuano a rimanere positivi e gli utili societari sono buoni. Tuttavia c’è in giro un clima di eccessivo ottimismo che presenta qualche rischio. Sulle Borse, dopo la correzione di febbraio, è rapidamente ritornato un clima di compiacenza, non adeguatamente supportato dal volume degli scambi».

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C’é il pericolo di una nuova correzione in tempi brevi?
«Non me la sento di fare previsioni. Sicuramente il calo improvviso dei listini di fine febbraio è arrivato un po’ troppo presto rispetto ai momenti di tradizionale aumento della volatilità del mercato azionario. La variabilità tende infatti ad accentuarsi fra il secondo e il terzo trimestre dell’anno. Anche per questo non abbiamo ricostituito integralmente le posizioni che avevamo sull’azionario prima della correzione».

Ci sono differenze tra il calo di quest’anno e quello del maggio del 2006?
«La principale è nei tempi di recupero. Lo scorso anno i mercati impiegarono circa tre mesi per tornare sui livelli di inizio maggio. Quest’anno il terreno perduto è stato ripreso in meno di un mese. Lo stesso listino di Shangai, epicentro della crisi, è già risalito del 30% rispetto ai minimi di inizio marzo».

Quali sono in questo momento gli indicatori da tenere maggiormente sotto controllo per capire dive andranno i mercati?
«Forse il dato più sensibile è quello dell’inflazione, che, se dovesse subire un aumento improvviso, potrebbe spingere le banche centrali a una politica monetaria più restrittiva. Gli utili societari non destano troppe preoccupazioni, anche se dopo molti trimestri di crescita a due cifre non ci si dovrebbe sorprendere se la velocità di aumento dei profitti cominciasse a rallentare. In ogni caso un calo delle Borse ha maggiore probabilità di venire innescato da fattori esogeni, come una crisi di tipo geopolitico, piuttosto che da fattori macroeconomici».

In questa fase quali sono i settori verso i quali avete maggiore fiducia?
«Alcuni comparti hanno corso molto. Penso in particolare ai titoli bancari dove l’effetto euforizzante dell’ondata di fusioni e acquisizioni è destinato ad esaurirsi. Tra i finanziari preferisco i titoli assicurativi, come Alleanza , Generali, e i grandi riassicuratori europei come Swiss Re e Muenchner Rueck ancora scambiati a multipli ragionevoli».

Ci sono altri settori che potrebbero passare il testimone? «Le utilities hanno sicuramente corso molto e a questo punto è difficile che possano proseguire il loro rialzo. Potrebbe risultare conveniente vendere i titoli di questo comparto per concentrarsi sui telefonici europei. Dove società come Deutsche Telekom e altri grandi operatori hanno sicuramente del valore inespresso. Il caso di Telecom Italia è molto condizionato dalle vicende societarie che tengono banco in questi giorni. Ma anche per il principale operatore telefonico italiano, una volta risolte le incertezze legate agli assetti proprietari esiste un margine di apprezzamento. In particolare le azioni di risparmio presentano un buon profilo di rischio/rendimento».

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