In Cina stretta creditizia strozza le aziende

27 Giugno 2017, di Alberto Battaglia

Gli sforzi delle autorità cinesi verso requisiti più stringenti per l’erogazione dei prestiti sta mettendo in difficoltà le Pmi cinesi, che in molti casi sono costrette a finanziarsi verso società più costose delle banche tradizionali. È quanto si legge in un approfondimento curato dall’agenzia Reuters che nota come questa politica, pensata per stabilizzare la crescita ipertrofica del debito in Cina e responsabilizzare gli investimenti, sia particolarmente dura per le imprese piccole e medie.

“Abbiamo paura di fare grandi progetti”, racconta all’agenzia il titolare di un impresa edile, che denuncia come finanziarsi presso società private arrivi a costare fino a tre volte di più.

Un altro sales manager attivo nel settore tecnologico nel Paese spiega che i tempi per l’ottenimento di un prestito presso una banca pubblica ben più lunghi rispetto all’universo privato: “Dai 60 ai 90 giorni” in quanto sono necessarie le approvazioni da parte di persone “con autorità più elevate”. Per via di queste difficoltà, prosegue, “siamo più attenti ai nostri investimenti”.

Nonostante questi aspetti, che potrebbero costituire un freno per la crescita cinese, gli analisti sono generalmente concordi sul fatto che limitare la disponibilità di credito migliorerà la qualità degli investimenti e lo stato di salute complessivo delle aziende cinesi.

Nel frattempo i rendimenti obbligazionari per i gruppi emittenti di bond con rating elevato sono in crescita di circa il 75% rispetto alla loro corsa a ottobre; per quanto riguarda le aziende a rating più basso, il premio di rischio aggiuntivo domandato dagli investitori è più che raddoppiato.