IN CINA LE AVANGUARDIE DEL TESSILE ITALIANO

19 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Pechino, 19 mar – Si è aperta ieri la quindicesima edizione di Chic (China International Clothing and Accessories Fair), la più ampia mostra dedicata alla moda in Asia, l’unico appuntamento settoriale in Cina in grado di richiamare i principali operatori del settore provenienti da tutto il Paese. Un’area espositiva di 120 mila metri quadri (seconda a livello mondiale solo al Magic di Las Vegas), 1.008 espositori (333 provenienti da 18 Paesi esteri, di cui 42 italiani), 68.500 buyer e un giro d’affari di 440 milioni di euro: questi i numeri della edizione dello scorso anno. Il programma prevede un doppio appuntamento: fino a domani collezioni uomo e abbigliamento casual, e dal 24 al 26 marzo collezioni donna, bambino ed accessori moda. Per la terza volta l’Ice ha organizzato una collettiva italiana ad entrambe le sessioni della fiera. L’industria tessile cinese conta oltre 10 milioni di addetti, con una produzione di 46,5 miliardi di capi, di cui 21,7 esportati. Tale produzione genera un giro di affari interno di 67,4 miliardi di euro, mentre le esportazioni producono una ricchezza di poco superiore, ossia pari a 68,2 miliardi di euro. Il valore delle importazioni è invece pari a circa 14 miliardi di euro. Nei primi dieci mesi del 2006 le esportazioni italiane del tessile-moda verso la Cina sono ammontate a più di 262 milioni di euro, con un incremento del 13,34% rispetto allo stesso periodo del precedente anno. Poiché anche le importazioni sono sensibilmente aumentate (complessivamente del 22,64% rispetto all’anno precedente) il disavanzo commerciale con la Cina è ancora molto marcato (in variazioni assolute: 620 milioni di euro circa).