In Brasile un’altra asta va deserta

3 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

La crisi del debito sovrano che vede protagonista l’Europa, ha fatto sentire i suoi effetti negativi. Ma fino a dove potrebbero spingersi? Apparentemente persino in Brasile, dove la congiuntura ha diminuito la domanda di asset meno trattati.

Lunedi’ il Tesoro brasiliano ha cancellato un’asta da $81 milioni di titoli a tasso fisso con scadenza al 2021. E non e’ la prima volta che un episodio simile accade. Si tratta del terzo caso in un mese. Il primo risale al 6 maggio, il secondo e’ avvenuto 21 giorni dopo.

Il motivo? Come spiegato da Bloomberg, il segretario al tesoro brasiliano Paulo Valle ha detto che la “volatilita’” nei mercati globali ha creato un premio dei rendimenti che il Brasile “non accetta”. “Il mercato capisce e persino supporta questo rifiuto da parte del tesoro”, Valle ha aggiunto. “L’incremento della volatilita’ nelle ultime due settimane e’ temporaneo”.

La decisione di annullare tre aste su cinque sta rallentando il tentativo da parte del Brasile di creare un bond che funga da benchmark nel mercato locale. Almeno e’ questa la spiegazione fornita da Diego Donadio, analista di Bnp Paribas a San Paolo. “L’obiettivo e’ creare un benchmark. La velocita’ con cui questo accadra’ e’ un’altra questione. Potrebbe richiedere mesi, se non anni”, ha commentato l’esperto.

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Secondo David Spegel, a capo della strategia per i mercati emergenti di Ing Group, gli investitori sembrano evitare i titoli con bassi volumi dei paesi emergenti dopo che Grecia, Spagna e Portogallo hanno attraversato una crisi che ha spinto le agenzie di rating a tagliare i loro giudizi. “Gli operatori stanno molto attenti. In Brasile i titoli a lunga scadenza non sono liquidi quanto quelli a corta scadenza”, ha aggiunto.