In Asia sell massicci nel dopo Fed. Hong Kong: -3,9%

22 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo dopo che la Federal Reserve ha annunciato che ci sono “rischi significativi di ribasso” per l’economia americana. Non basta dunque il nuovo piano da $400 miliardi a risollevare i mercati, che soffrono anche del downgrade da parte di Moody’s Investors Service su tre banche. In calo i rendimenti dei Treasury a 10 anni. Eurodollaro a $1,3546.

Dollaro americano in rialzo, sulle prospettive di più alti tassi di interesse di breve termine, dopo il nuovo piano annunciato dalla Fed, che mira a stimolare l’economia abbassando i tassi di più lungo periodo.

A colpire i mercati le parole espresse in merito alla situazione dell’economia americana, parole che stanno portando in calo le principali commodities e quegli asset legati alla crescita economica. Si teme su un rallentamento della domanda globale e gli esportatori asiatici registrano forti cali. Viste le parole pessimiste alcuni investitori sono stati delusi anche dalle misure introdotte, giudicate insufficienti e non in linea con l’outlook delineato.

I sell sono aumentati dopo che l’indice China Flash PMI stilato da HSBC ha registrato una contrazione dell’attività manifatturiera cinese per il terzo mese di fila a settembre.

A causa del dato per la prima volta da marzo l’aussie (il dollaro australiano) scende sotto la parità contro il biglietto verde. Economia australiana infatti fortemente dipendente dalle esportazioni di materie prime verso la Cina, e il dato ha segnalato proprio una minore domanda. Il cambio AUD/USD è calato fino a $0,9995.

In calo anche altre valute della regione, tra cui il dollaro di Singapore e il won sudcoreano, che raggiungono i minimi da mesi contro il biglietto verde, con gli investitori intimoriti dal fatto che l’ultima mossa Fed potrebbe non riuscire ad evitare una nuova recessione.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans della regione in calo del 3,72%. Nikkei (-2,07% in chiusura), Seul (-2,7%), Sydney (-2,43%), Hong Kong (-3,9%), Shanghai (-1,83%), Singapore (-1,75%).

Calo generalizzato delle principali commodities, energetici, agricoli e metalli: Wti ($84,51, -1,64%), Brent ($108,7, -1,5%), oro ($1.778,5, -1,64%), argento ($39,63, -2,07%), rame ($3,6475, -3,1%).

Nel valutario continua il calo della moneta unica sul biglietto verde. Euro contro il dollaro a $1,3546 (-0,23%), contro lo yen giapponese a ¥103,92 (+0,13%), contro il franco svizzero a CHF 1,2239 (+0,19%), contro la sterlina inglese a GBP 0,8755 (+0,01%). Dollaro/yen a ¥76,72 (+0,37%).

In calo i futures sull’indice S&P500, di 4,5 punti (-0,39%) a 1.151,25 punti. Sotto di 3pb i rendimenti dei Treasury a 10 anni, all’1,825%.

“La versione ‘Operation Twist’ annunciata dalla Fed è più o meno quella che ci si aspettava, ma visto anche che ci sono ‘significativi rischi di ribasso’ per l’economia americana, questa non è abbastanza”, ha detto a Bloomberg Shane Oliver, a capo della strategia di investimento per AMP Capital Investors Ltd. “La reazione degli investitori è stata quella di vendere azioni, commodities e altri titoli legati alla crescita”.

“Gli investitori dovrebbero rimanere pessimisti, specialmente ora che nemmeno la nuova ‘Operation Twist’ potrebbe riuscire a cambiare il percorso di scarsa crescita per Stati Uniti e altri paesi industrializzati”, ha detto al Wall Street Journal Mitul Kotecha, strategista per Credit Agricole.