In Asia l’ultima moda speculativa: il “viagra dell’Himalaya”

17 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

C’e’ chi si sta riempiendo le tasche di oro per scongiurare il pericolo di un’inflazione e chi punta su un parassita: il fungo-bruco tibetano. Tanto che in Cina i prezzi di quest’ultimo sono ormai diventati pari al doppio di quelli del metallo prezioso. Si tratta di una sorta di vegetale, ma con proprieta’ curative molto richieste. A meta’ tra il fungo e la larva, cresce tra i 3.000 e i 6.000 metri lungo le vaste praterie dell’altopiano tibetano. Ed e’ cosi’ che la Cina e’ diventata la nuova moda degli speculatori.

Gli animali d’allevamento che brucavano nelle zone in cui la presenza di questi esseri era massiccia crescevano piu’ forti e sani, vivendo piu’ a lungo. Fu cosi’ che le popolazioni del luogo iniziarono ad utilizzare i funghi stessi come cura, poi diventata un caposaldo della medicina cinese. E’ indicato per combattere emorroidi, depressione ed apatia, e le sue proprieta’ danno effetti positivi nella sfera sessuale. Tanto che e’ stato anche soprannominato “il viagra dell’Himalaya”.

Il boom delle erbe medicinali in Cina e’ scoppiato da tempo, a tal punto che i prezzi del fungo-bruco sono diventati cosi’ alti che il consumatore cinese potrebbe comprare due grammi di oro allo stesso costo di un grammo di questa cura. Un report dell’Association of Traditional Chinese Medicine sostiene che oltre un terzo delle erbe usate in Cina hanno visto rialzi di prezzo dell’ordine del 50-100% nell’ultimo anno. Per alcuni medicinali naturali, come “il verme che d’estate diventa erba” l’aumento e’ stato di sino a oltre il 300%.

Il boom speculativo nelle erbe medicinali e’ uno degli effetti del rincaro esponenziale dei prezzi in Cina, con l’inflazione che e’ cresciuta di ben il 4,6% in dicembre.