Imprenditore muore e lascia oltre 1 milione ai suoi dipendenti

11 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Una donazione di un milione e mezzo di euro ai suoi dipendenti, operai dell’azienda da lui fondata, la Enoplastic di Bodio Lomnago, nel Varesotto. È quanto ha disposto l’imprenditore Piero Macchi, 87 anni, morto nel giugno del 2015, nel testamento stilato prima di andarsene via per sempre.

In totale, 280 dipendenti che hanno lavorato per lui hanno ricevuto un generoso assegno, stando alla stampa locale, nel mese di dicembre, con importi differenti, stabiliti da Macchi in base alla loro anzianità e merito, sotto forma di assegno, fuori busta paga. In particolare, i più «giovani» hanno ricevuto 2.000 euro, mentre per i più anziani l’assegno è salito fino a 10.000. Ancora più generosa la donazione verso qualche famiglia a cui l’imprenditore si sentiva più legato.

La notizia è stata diffusa dal quotidiano locale Varese News, che ha pubblicato la lettera di Carla Macchi, moglie di Piero, allegata all’assegno e inviata a tutti i 280 beneficiari della generosità dell’imprenditore. Sono stati gli stessi lavoratori che hanno contattato Varese News per rendere pubblico il messaggio, che si apre con una frase di Luigi Einaudi, presidente della Repubblica dal 1948 al 1955:

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”.

Ecco il testo della lettera scritta dalla signora Carla, che segue la citazione di Luigi Einaudi.

“Cari collaboratori,
questa frase del Presidente Einaudi nonostante abbia più di 60 anni ancora oggi è forse la più bella descrizione del VERO imprenditore.
Credo che mio marito fosse così. Un uomo innamorato della sua Azienda che era ed è una sua creatura.
Lui aveva ben presente che non tanto le mura e i macchinari, quanto le persone sono l’Azienda. E se le Donne e gli Uomini che ci lavorano amano e credono nel proprio lavoro fanno prosperare l’Azienda e costruiscono il loro futuro. Lui ha sempre pensato a tutti coloro che hanno costruito con lui questo lungo percorso di fatica e di successi e, anche quando la malattia cominciava a minare la sua forza, tra i pensieri più assillanti c’era quello di trovare il modo più giusto per dimostrare a tutti i Collaboratori la propria riconoscenza.
Ci ha pensato lungamente consultandosi anche con le persone più vicine, ma alla fine, come sempre, ha deciso lui in prima persona, assumendosi la responsabilità della scelta. Con questo gesto personale ha voluto ringraziare non il singolo individuo ma l’intera “squadra” perchè solo il collettivo che si muove nella stessa direzione può far prosperare l’azienda e accrescere l’orgoglio di chi in essa opera. Questo deve essere lo spirito di partecipazione di coloro che quotidianamente lavorano in Enoplastic e solo così potrà essere raccolta l’eredità di un uomo che ci ha sempre creduto”.

Macchi Carla

La Enoplastic era stata fondata da Piero Macchi nel nel 1957 ed era diventata leader mondiale nel settore della produzione di capsule, tappi e delle chiusure innovative per l’industria enologica.