Impatto shock della crisi del debito sulle banche italiane

26 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – I timori che il governo non riuscira’ a ripagare il debito hanno spinto in rialzo i rendimenti dei titoli di stato italiani, mettendo sotto enormi pressioni le banche del paese.

Secondo le cifre citate dal Wall Street Journal Intesa SanPaolo ha un’esposizione al debito italiano di 60,2 miliardi di euro, il doppio del cuscinetto di capitale di cui puo’ disporre. Per Monte dei Paschi di Siena la situazione e’ ancora piu’ critica: 32,5 miliardi contro poco piu’ di 7 miliardi di salvagente. Per Unicredit quasi 14 miliardi di deficit di copertura.

La banca piu’ vecchia del mondo, MPS, e’ quella piu’ a rischio di tutte. I leader dell’Unione Europea chiederanno alla banca di ricorrere a un aumento di capitale di 2 miliardi di euro o piu’, secondo le stime degli analisti.

I problemi dello storico istituto si stanno facendo sentire in tutta la regione, che faceva affidamento sugli investimenti e i finanziamenti della potente fondazione, la quale possiede circa meta’ della quota della banca.

Le donazioni sono state ridotte drasticamente, con la banca che attraversa il suo periodo piu’ difficile dai tempi del 18esimo seclo. Nell’ultimo periodo del governo di Gian Gastone de’ Medici l’amministrazione del Monte dei Paschi e quella del Monte Pio subirono notevoli difficolta’ finanziarie. Ma nel 1737, con la morte di Gian Gastone, la famiglia Medici si estinse e la Toscana passò sotto la dinastia dei Lorena che dettero nuovo impulso alla banca.

“Non possiamo piu’ essere lo sportello bancomat di tutta la citta’”, dice al Wall Street Journal Gabriello Mancini, il presidente della Fondazione Monte dei Paschi, durante un’intervista concessa nella sede della banca a Piazza del Campo.

“Potrebbe causare alcuni problemi perche’ certi gruppi si erano abituati ad avere il nostro sostegno”. La fondazione ha ridotto le donazioni in Toscana dell’80% negli ultimi tre anni. Da chi opera nelle corse di cavalli al palio di Siena fino agli stabilimenti di biotecnologia che svolgono ricerche per curare malattie neurologiche.

La stessa citta’ e’ in crisi. La fondazione doava circa 25 milioni di euro l’anno al comune, pari a un sesto del fatturato complessivo su cui l’amministrazione locale faceva affidamento. Soldi che servono per finanziare tutti i progetti possibili della citta’ toscana, dagli eventi culturali come il Palio ai cavi in fibra ottica arrivando fino ai lavori di rinnovo dei musei.
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Il primo cittadino di Siena e i suoi assessori sostengono che la fondazione ha preso la decisione giusta quando ha scelto di indebitarsi per continuare a mantenere il controllo.

“L’obiettivo e’ mantenere indipendente la banca e impedire che entita’ esterne lancino una scalata”, fa sapere il sindaco Franco Ceccuzzi, che ha imposto una nuova tassa salata ai turisti, nella speranza di compensare le perdite della fondazione.

“La comunita’ e’ disposta a fare i sacrifici che la situazione straordinaria richiede”. Ma fino a quando durera’?