IMMOBILIARE: VERSO 18 MESI DI SALDI

13 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Docente alla Johns Hopkins University e ex consigliere economico di Ronald Reagan, Steve Hanke legge la tempesta sui mercati finanziari come la sovrapposizione di due bolle speculative, dicendosi però sicuro sulla possibilità che il settore immobiliare americano ritrovi il proprio equilibrio.

I mercati sono scossi dall’impatto della bolla immobiliare?
«In realtà di bolle ve ne sono due. Una riguarda il mercato immobiliare in America, che da tempo è in una fase di rallentamento. E un’altra riguarda i crediti finanziari che sono andati per anni al settore immobiliare, concessi in maniera spesso superficiale. Qualcosa del genere, questa sovrapposizone fra le due bolle, si è verificato anche in Europa e in particolare in Gran Bretagna».

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Quali sono gli scenari?
«Siamo nella fase nella quale si appurano le scorte di beni immobili. Quanti ne sono rimasti da vendere, quanti ne richiede il mercato e quanti degli investimenti fatti, dei mutui concessi, possono sperare di rientrare e di ottenere profitti. Servirà del tempo, forse un anno o 18 mesi, prima che il mercato del settore immobiliare riesca a trovare un nuovo equilibrio interno».

Quale è il problema di fondo?
«È finanziario. Sono stati concessi troppi crediti, e troppo facilmente, per la costruzione di immobili che ora rischiano di non trovare acquirenti. Su questa analisi non ci sono molti dubbi fra gli esperti del settore. Il punto è che a volte in mercato reagisce con il panico agli assestamenti necessari affinché il settore immobiliare ritrovi l’equilibrio».

Non teme terremoti finanziari?
«No, se guardiamo i mercati ci accorgiamo che sono oggi più o meno dove erano alla fine dello scorso anno. Non siamo alla vigilia di un crollo ma di un assestamento, reso necessario dai troppi crediti concessi. E’ un processo iniziato con le prime scosse nel 2005 e continuato nel 2006 con la manifestazione della bolla immobiliare. Adesso la situazione è che coloro che hanno investito si trovano di fronte a rischi che non avevano considerato nei prezzi da dover pagare».

Eppure in Europa c’è chi teme che la bolla immobiliare finisca per trascinare Wall Street…
«Il panico non serve. Bisogna analizzare i dati. La bolla immobiliare sarà corretta una volta che saranno noti i numeri delle abitazioni costruite e rimaste invendute. A quel punto i prezzi degli immobili scenderanno. Ci saranno un po’ di saldi nei prossimi 18 mesi. Quello che, a quel punto, resterà da appurare sarà l’impatto su chi ha concesso i mutui per le aziende immobiliari».

Quali sono i rischi?
«Il rischio è che ad essere coinvolti alla fine potrebbero essere non solo aziende immobiliari ma forse banche o fondi di investimento. Non possiamo dirlo con certezza perché non sappiamo nelle mani di chi è il debito. Non sappiamo chi c’è alla fine della catena dei crediti che sono stati concessi».

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