Immobiliare ed economia Stati Uniti: alert seconda recessione in vista

21 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’economia statunitense si affaccia perilocosamente in una seconda fase di recessione, alle prese con una nuova serie di problemi che colpiscono in particolare il mercato immobiliare e vanificano di fatto ogni possibilita’ per una ripresa convinta e duratura.

Meredith Whitney, analista finanziaria, non e’ mai stata cosi’ pessimista, non escludendo una potenziale “apocalisse” per le banche. Anche se non arriva ad anticipare un secondo crollo dell’economia nel suo complesso, Whitney ha detto che ce n’e’ uno certamente in serbo per il mercato immobiliare e cio’ inevitabilmente rischiera’ di rallentare la ripresa.

“E’ incredibile che la gente ancora abbia dei dubbi sulla possibilita’ di una seconda recessione nel mercato del mattone”, ha osservato, aggiungendo: “E’ incredibile”. La ragione principale e’ che le banche si sono fatte sempre piu’ aggressive nel mandare notifiche di pignoramento ai contraenti di mutui insolventi. Questo a sua volta aumentera’ i livelli di scorte nel mercato, mettendo sotto pressione i prezzi e garantendo una crescita economica tiepida nella migliore delle ipotesi.

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“Le banche stanno accelerando i loro programmi di pignoramenti e i loro programmi di vendita a breve. Persone che stanno pagando il loro mutuo ora dovranno incominciare a pagare un affitto”, ha proseguito Whitney.

Il comportamento dei consumatori ha messo in mostra tratti che Whitney sostiene di non aver mai visto prima d’ora. Una delle anomalie principali e’ la tendenza dei proprietari di casa a non pagare i loro mutui e invece pagare altre bollette e aumentare le proprie spese personali (di qui il contraddittorio aumento dei consumi Usa).

Inoltre anche i problemi di Stato e governi locali peseranno sull’economia nazionale, soprattutto perche’ si stanno verificando “tagli al personali in quantita’ e modi che non si sono mai riscontrati prima d’ora”. “Sono messi spalle al muro e non sanno piu’ dove andare”.

L’analista – nota per avere predetto la recessione del 2008 – ha aggiunto che la riforma del sistema di regolamentazione di Wall Street e una politica che non e’ favorevole alla classe media finira’ per compromettere la crescita. “I populisti sostengono che siamo riusciti ad ottenere soldi per poi ridistribuire la ricchezza. Questo spinge la classe media ancora piu’ in basso nella catena. Le conseguenze involontarie di tutto cio’ sono folli”.