IMMOBILIARE:
E’ PEGGIO DI QUEL CHE APPARE

12 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Non sottolineeremo mai a sufficienza che il calo del settore immobiliare è fondamentale sia per l’economia che per il mercato azionario, e da questo punto di vista, il futuro è tutt’altro che roseo. Ad una conferenza tenutasi di recente, il dr. Horton, CEO della Donald Tomnitz, ha affermato che il settore immobiliare è inserito in una “spirale della morte”. In risposta ad una domanda del pubblico, ha dichiarato che i costruttori adesso vendono gli immobili giusto per disfarsi del terreno di proprietà, dal momento che è più facile venderlo con una casa costruita sopra che non senza. Ad un altro dirigente di una compagnia edile è stato chiesto se il settore ha raggiunto il minimo, ed egli ha risposto che ciò non è probabile quest’anno e nemmeno il prossimo: forse, nel 2008.

All’inizio della settimana Toll Bros. ha ridotto le stime di consegna di abitazioni per il 2007 a causa di uno smaltimento di ordini arretrati e alle rallentate prospettive del mercato: i primi sono calati del 25% e gli ordini del 55%. Le disdette sono superiori alle stime. Il CEO ha affermato: “continuiamo a cercare un segnale di inversione, ma niente si scorge ancora all’orizzonte”.

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Secondo la Beazer Homes “molti mercati negli Stati Uniti continuano a sperimentare elevati livelli di invenduto ricollocato sul mercato, bassi livelli di domande per le nuove abitazioni, significativi incrementi dei tassi di disdetta e sconti in aumento”. Gli ordini della compagnia sono calati del 58%.

Nei precedenti commenti abbia commentato tutta una serie di dati deprimenti del settore che non ripeteremo per non annoiare il lettore. Ma queste dichiarazioni provengono dagli stessi leader del settore, e tutte non fanno prevedere la fine del ribasso. Dal momento che il mortgage equity withdrawals (MEW) è stato un notevole fattore di sostegno nella spesa dei consumatori nell’attuale ripresa economica, un consistente calo del MEW avrebbe un notevole impatto su questa spesa nel prossimo futuro.

Anche in una espansione non accompagnata dal boom dell’immobiliare come in questo momento, la componente immobiliare del PIL reale anticipa il PIL al netto dell’immobiliare di circa due trimestri. Per cui gli effetti della recessione del settore immobiliare non si sono ancora avvertiti pienamente nel resto dell’economia. Ecco perché molti osservatori stanno trascurando il problema ritenendolo non significativo. Inoltre man mano che il minimo del settore è spostato nel tempo, il minimo dell’economia deve egualmente essere traslato in avanti.

Quando poi teniamo in considerazione anche la natura anticipatori di indicatori come la curva dei rendimenti, gli aumenti dei tassi a breve termine sperimentati, e il calo del Leading Indicator del Conference Board, diventa molto rischioso ritenere che l’economia sperimenti un atterraggio morbido peraltro storicamente raro.

Il fatto che la maggior parte di indicatori coincidenti e ritardatari sembrino ancora positivi incoraggia la massa a ritenere che l’economia gode di buona salute. Ma è sin troppo evidente che questi indicatori si collochino sul picco. D’altro canto, per definizione il Leading Indicator anticipa. In definitiva, quando consideriamo l’atroce scenario del settore immobiliare, congiuntamente ad altri indicatori anticipatori, concludiamo che c’è la concreta possibilità che il calo dell’economia duri più a lungo di quanto atteso.

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