IL TEMPO
NON E’ GENTILUOMO

21 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, di fronte ai dati della trimestrale di cassa, ha ammesso che la situazione della finanza pubblica è diversa da come pensasse. L’eredità lasciata dal precedente governo appare positiva, sicché ora lui si trova con un imprevisto tesoretto di denaro, otto miliardi di euro. Che vorrebbe custodire per tutto l’anno e utilizzare per ridurre le imposte, nella Finanziaria per il 2008, una volta che la situazione dei conti pubblici si sia consolidata.

Non vuole dare ascolto alla tesi della riduzione fiscale immediata che da più parti gli viene presentata, con modalità diverse. Vi è chi, come la Confcommercio, vorrebbe un taglio alle aliquote Irpef per rilanciare i consumi. Vi è chi vorrebbe che l’alleggerimento dell’Irpef venisse attuato con riguardo ai carichi di famiglia. Vi è chi sembra preferire (come lo stesso TPS, ma per il futuro) una riduzione della tassazione delle imprese, che potrebbe riguardare l’Irap o forse l’imposta sulle società. Vi è chi, come il senatore Morando, manifesta non una preferenza specifica di contenuto, ma di metodo: la riduzione dovrebbe essere concentrata e mirata a generare sviluppo economico, anziché disperdersi a pioggia.

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Infine, vi è chi, come lo stesso TPS almeno in parte, vorrebbe che questo maggior gettito fosse utilizzato per portare il rapporto deficit/pil al 2 per cento onde ridurre il gravoso rapporto debito/pil. Ma appare fondata la preoccupazione di Morando, il quale vede un rischio: il bonus fiscale potrebbe nel frattempo disperdersi in mille rivoli, con l’aggiunta che i rivoli riguardano soprattutto la spesa. Il tesoretto di otto miliardi rischia di squagliarsi, cammin facendo.

In parte ciò è già successo, in quanto in realtà il maggior gettito del 2006 è stato di 14 miliardi. E solo 3 riguardavano misure temporanee. Lo stesso TPS ha ricordato che lo scalone del pensionamento a 57 anni incluso nel calcolo comporta il bonus di otto miliardi. Dilazionando i tagli fiscali, una buona fetta di questo bonus potrebbe andare a finanziare la rinuncia allo scalone. Una maggioranza di governo esigua, con molti partiti, è la base politica naturale per l’aumento disordinato della spesa. E il tempo – in questo caso – non è gentiluomo.

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