IL T-BOND USA A 30 ANNI INVERTE DI NUOVO LA CURVA

10 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Il ritorno dei Treasury trentennali si rivela un successo. L’ottima domanda registrata ieri dall’asta indetta dal Tesoro americano su titoli per 14 miliardi di dollari ha schiacciato il rendimento dei nuovi bond a lunghissima scadenza al 4,53%, più in basso rispetto al 4,54% dei decennali e del 4,64% dei biennali. In questo modo, la curva dei tassi americani si è completamente invertita: un evento storico, che sicuramente sarà analizzato a fondo dalla Federal Reserve, poiché in passato ha spesso anticipato un brusco rallentamento dell’economia.

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Per tornare all’asta sui trentennali Usa, la domanda è stata doppia rispetto all’offerta, portando il prezzo sotto la pari. E questo nonostante alcune case d’investimento (come Lehman Brothers) avessero previsto un’operazione poco brillante per il Tesoro Usa, definendo il Treasury trentennale «troppo caro». Evidentemente, sul collocamento ha giocato un peso determinante la domanda dei grandi fondi pensione statunitensi che devono finanziare passività a lunghissimo termine. Senza dimenticare le richieste arrivate dagli investitori istituzionali europei, che sottoscrivendo i titoli americani ottengono un rendimento superiore rispetto ai bond europei.

Nel frattempo, sul mercato secondario italiano buon rialzo dei Btp. Mentre tra le nuove emissioni spicca quella della Cassa di Risparmio di Firenze che ha lanciato un bond da 100 milioni di euro. Il titolo, con scadenza 22 febbraio 2013, è stato collocato a un prezzo di 99,904 centesimi, con cedola indicizzata all’Euribor trimestrale maggiorato di 17,5 punti base. Il premio è stato inferiore rispetto a quello atteso (19 punti base) dal mercato.

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