IL SUPERMARKET
DELL’ ARTE

27 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Cresce il mercato dell’arte nel 2006 e le previsioni per il 2007 sono moderatamente positive. Secondo Nomisma il valore del mercato italiano dell’arte 2006 è 554 milioni di euro, in rialzo del 5,5% rispetto al 2005. Sono soprattutto l’arte moderna e contemporanea a mantenere vivace il settore, nella pittura come nella scultura, nei disegni come nella fotografia. Quest’ultima sta vivendo un vero e proprio boom, con prezzi medi cresciuti rispetto al 2005 del 16,4% contro un incremento dei valori medi di tutte le arti prese in esame del 7,1 per cento.

Il rapporto 2006 sul mercato dell’arte, messo a punto dal Laboratorio sul commercio dei beni artistici di Nomisma, evidenzia che gli oggetti trattati dalle rivendite d’arte interpellate sono in percentuale soprattutto quadri (la pittura rappresenta il 46% del mercato), sculture (30%), disegni (15%). I principali clienti sono collezionisti (67,3%), gallerie (19,6%), banche e fondazioni (5,3%) musei (3,7%), investitori (2,9%).

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«Quest’ultima è una figura nuova che si sta affacciando al nostro mercato dell’arte – osserva il responsabile scientifico del Laboratorio Stefano Stanzani – attratta dall’interessante redditività media del settore, che nell’ultimo anno ha persino sovrastato il capital gain di abitazioni usate». L’intonazione positiva dei dati contrasta leggermente con i giudizi degli operatori, improntati alla stabilità nei prezzi e negli scambi.

La ragione è da attribuirsi alla crescita del peso delle case d’asta (che oggi muovono circa il 40% del mercato, mentre nel 2000 non raggiungevano il 30%), rispetto ai dettaglianti e agli antiquari. «La situazione – ha spiegato Stanzani – è paragonabile al rapporto fra grande distribuzione e piccolo commercio. Di fatto le case d’asta rosicchiano sempre più quote di mercato, in virtù di una maggior trasparenza sui prezzi, stimati in base a criteri più oggettivi, tendenzialmente più bassi.

Le previsioni dei piccoli operatori quindi tendono a essere più pessimistiche, anche se il mercato mantiene una buona intonazione e anche le previsioni per il 2007 sono moderatamente positive». Passando ai prezzi quelli medi massimi sono ancora appannaggio della pittura, con 50.379 euro, (88.571 euro per i quadri del ’900). La fotografia raggiunge un prezzo medio massimo di 23.071 euro, superiore a quello dei disegni, 15.375 euro.

Rispetto allo scorso anno le variazioni percentuali medie sono state del 6,9% nella pittura, del 4,1% nella scultura, nel 3,2% nei disegni, del 16,4% nella fotografia. A crescere sono soprattutto le valutazioni minime medie (+13,2% rispetto allo scorso anno) rispetto a quelli massimi (+6,1%). Prezzi record nel 2006 sono stati raggiunti invece dalla scultura del ’900, che ha toccato in alcuni casi anche 2 milioni di euro. I giudizi in aumento per i prossimi mesi sono superiori a quelli in calo sia negli scambi che nei prezzi, ancora una volta soprattutto per la fotografia. Un mercato dunque in crescita, anche se il baricentro dell’arte si sta spostando sempre più lontano dall’Europa.

A sostenerlo è Gerald Piltzer, mercante d’arte internazionale, stabilitosi da poco a Roma, dove ha aperto una galleria in Piazza di Spagna. Piltzer è attivo in Francia dal 1974 con una galleria che ha sede a Barbizon, il villaggio a sud di Parigi noto per aver dato i natali all’omonima Scuola di Arte Moderna – i cui più noti rappresentanti sono Corot, Courbet, Millet e Theodore Rousseau- che ha dato avvio alla nascita del realismo. «L’Italia è un ottimo Paese dove aprire gallerie d’arte anche grazie alla pressione fiscale sul settore, inferiore rispetto alla Francia – dice Piltzer – Ma per quanto riguarda il vero mercato dell’arte, i centri dove si realizzano i maggiori flussi di compravendita sono altrove. Da una parte la Cina, dove si comincia a sviluppare un certo gusto per l’arte occidentale, sia per quanto riguarda gli originali che le riproduzioni. Ma per l’arte contemporanea l’ombelico del mondo sono di sicuro gli Stati Uniti, con il 60% del mercato, mentre il 30% resta in Europa e il 10% nel resto del mondo».

L’andamento dei mercati dell’arte trova riscontro anche nell’indice Mib art, che risulta dalla media ponderata delle quotazioni delle azioni delle società quotate in Borsa attinenti al campo artistico. Dall’inizio del 2006 è cresciuto maggiormente quest’ultimo rispetto al Mib 30 (5,9% contro 4,7). Dal 2002, seguendo i profili delle due curve Mib art e Mib 30, si nota invece una più consistente volatilità della prima rispetto alla seconda: ciò significa che i momenti di incremento e di decremento vengono amplificati nel Mib art, ma che gli andamenti di fondo risultano gli stessi.

Abbastanza singolare anche il comportamento dell’indice reale dei beni artistici e del Mib art che mostrano lo stesso trend. Secondo gli operatori interpellati dall’Ipsos nell’ultima indagine sul sentiment degli italiani condotta per Acri, l’associazione delle Casse di risparmio, i prossimi mesi dovrebbero ancora risultare caratterizzati da una situazione di stabilità con tendenza all’aumento, sia per quanto concerne i prezzi, che gli scambi. A livello di singoli comparti, sembrano più ottimistiche le aspettative per i disegni rispetto alle altre tipologie di arte. Per la pittura spiccano la previsione di un andamento positivo sul numero di scambi di opere contemporanee rispetto a quella più cautelativa dei dipinti di alta epoca e del ’700. Per la scultura le aspettative migliori, invece, si riscontrano sul numero di scambi di opere dell’800, ipotizzati in aumento; mentre risultano stabili per le opere del ’700.

(ha collaborato Andrea Tedeschi)

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