Il suicidio dell’olio d’oliva: siamo sicuri sia proprio italiano?

28 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Fate attenzione. Spesso l’olio extra vergine d’oliva italiano, uno dei prodotti più famosi al mondo, potrebbe non essere così tanto italiano come si crede.

È il New York Times, con un’infografica esplicativa a riportare la notizia, che genera dubbi e ombre su uno dei business più importanti del nostro Paese.

I dubbi riguarderano in particolare il processo di etichettamento e l’inganno politicamente sostenuto su cui si fonda un’industria consapevole del trucco.

Ma come vanno veramente le cose? Lo spiega il quotidiano con una serie di rappresentazioni grafiche, in cui si scopre una verità nascosta:

Innanzitutto la maggior parte dell’olio d’oliva venduto come prodotto italiano, in realtà non viene dall’Italia ma da paesi come Spagna, Marocco e Tunisia.
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Dopo la raccolta, le olive vengono trasportate al frantoio…
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Dove sono pulite, spremute e pressate.
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L’olio viene poi caricato su un camion cisterna…
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E portato in nave fino in Italia, il maggior importatore mondiale d’olio.
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Nel frattempo bastimenti di olio di semi di soia o altri meno costosi vengono etichettati come olio d’oliva, e portati allo stesso porto.
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Alla raffineria, l’olio d’oliva è raffinato con olio più economico…
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E mescolato con beta-carotene, per nascondere il sapore, e clorofilla per colorare.
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Le bottiglie poi vengono etichettate come “olio extravergine d’oliva” e marchiate con il “Made in Italy” rispettato in tutto il mondo. (Curiosamente questa cosa è legale, anche se l’olio non viene dall’Italia).
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L’olio d’oliva è così trasportato in tutto il mondo, in paesi come gli USA, dove il 69% dell’olio d’oliva è adulterato.
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Per combattere le frodi, una sezione speciale dei carabinieri italiani viene addestrata per riconoscere l’olio cattivo. I test dei laboratori sono però facili da modificare e i carabinieri confidono negli odori.
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Gli ufficiali di polizia visitano regolarmente le raffinerie, in un tentativo di regolamentare il settore.
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Ma i produttori, molti dei quali hanno rapporti con politici potenti, vengono raramente perseguiti.
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Tutta questa frode ha creato un crollo nei prezzi dell’olio d’oliva e i produttori corrotti si sono indeboliti, commettendo un suicidio economico.
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I prodotti di olio d’oliva extra vergine, in sostanza, risultano spesso contraffatti.