Il rischio delle carte revolving: un nuovo caso subprime?

13 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Con le carte revolving si ha a disposizione in qualsiasi momento una certa somma di denaro. Si può attingere a questa fonte di denaro ogni volta che se ne ha la necessità in quanto, e ad ogni utilizzo la disponibilità della carta diminuisce, ma, allo stesso tempo, man mano che il titolare rimborsa le spese con le rate mensili, il credito viene ristabilito sulla carta.

E’ un gioco molto pericoloso, come denuncia il sito di analisi tecnica FTA Online News, perche’ anche se il tasso di interesse applicato a questa forma di finanziamento è generalmente fisso, tende ad essere superiore a quello del prestito, perche’ l’emittente si riserva la facoltà di applicare condizioni diverse ed applicare eventualmente un tasso variabile.

Normalmente, quando si chiede un finanziamento, come ad esempio il mutuo o un prestito, il committente valuta il merito di credito del cliente, ovvero la capacità di un individuo o anche di una società o azienda si restituire nei tempi pattuiti la somma di denaro ottenuta in prestito pagando gli interessi. Vengono quindi presi in considerazione ad esempio il patrimonio personale, la capacità di generare reddito, la presenza o l’assenza di garanzie.

Ma questo non accade con le carte revolving che vengono rilasciate senza alcuna valutazione.

I rischi

Una volta che la carta revolving è emessa, l’individuo spende e si indebita quanto vuole secondo il piano di rientro concordato con l’emittente della carta. Il problema nasce proprio dal fatto che spesso si spende di più di quel che si può o si ha effettivamente a disposizione sulla carta. Risulta quindi, poi, molto difficile restituire puntualmente il denaro prelevato più gli interessi che aumentano con il passare dei giorni.

Il mancato o ritardato pagamento della somma minima alla scadenza fa scattare immediatamente la segnalazione per iscrizione nelle liste.

I più esposti al rischio

La categoria dei soggetti più a rischio sono proprio i giovani da 25 a 30 anni di età che si indebitano per comprare il nuovo pc, il tablet di ultima generazione, la macchina nuova, o anche la vacanza esotica. I giovani sono i più esposti al rischio di indebitamento in quanto per molti di loro questa fascia di età coincide con il primo impiego, magari saltuario, magari in scadenza e spesso non rinnovato. E così si finisce per non riuscire a pagare il debito con conseguenze pesantissime.

Infatti la maggior parte delle volte i livelli dei tassi di interesse che si pagano alle società che emettono le carte revolving sono mediamente più elevati rispetto al prestito che si è richiesto.

I consigli

Prima di sottoscrivere un contratto con le banche o altri istituiti finanziari che emettono carte revolving è dunque bene valutare alcuni parametri fondamentali

– il tetto massimo di spesa

– il tasso d’interesse applicato

– le spese necessarie per ottenere la carta

– la quota annuale da riconoscere alla società che ce la fornisce

– spese, commissioni ed interessi che potrebbero essere applicati in caso di ritardi nel rimborso

– eventuali richieste e/o obblighi di accendere assicurazioni.