IL RALLY DEL NASDAQ 100 SOMIGLIA A UNA BOLLA

26 Giugno 2003, di Redazione Wall Street Italia

Si può parlare di nuova bolla speculativa sui titoli della tecnologia a Wall Street? Di certo le valutazioni attuali di molti titoli che fanno parte dell’indice Nasdaq 100 sono da considerarsi estremamente tirate.

Il rialzo dell’indice del 20% dall’inizio dell’anno – ma al suo interno vi sono numerose società che hanno realizzato performances vicine al 50% – ha condotto il rapporto tra i prezzi di borsa e gli utili degli ultimi quattro trimestri a 132, un livello abnorme e senza senso per un mercato sano.

Guardando i parametri borsistici di titoli come EBay, Yahoo e Amazon si resta interdetti; gli attuali valori incorporano almeno cinque anni di crescita galoppante, possibile ma molto difficile da conseguire. Il ragionamento degli investitori alla base di questo rally – il minimo del ciclo è stato toccato, la spesa in tecnologia ripartirà dopo oltre due anni di contrazione, i profitti aziendali voleranno – può essere in buona parte condiviso tranne che nella conclusione finale; il pricing power, vale a dire il potere di imporre il prezzo di vendita al cliente, si è drasticamente ridotto con l’aumento della concorrenza e la lotta spietata per rubarsi quote di mercato, e ciò impatterà sicuramente sulla crescita degli utili.

Insomma “too far, too fast”; le quotazioni hanno corso troppo e troppo velocemente; la salita appare dettata molto dal miglioramento del sentiment di mercato e dalle ricoperture da parte degli Hedge Funds di massicce posizioni al ribasso, molto meno dalla effettiva capacità di utili e fatturato di riprendere vigore nei prossimi mesi, almeno nelle dimensioni che gli operatori si aspettano e che sono già in buona parte scontate negli attuali prezzi di mercato.

E se la stagione degli utili aziendali relativi al secondo trimestre porterà qualche sorpresa in negativo, la disillusione degli investitori potrà determinare correzioni anche brusche delle quotazioni; e forse riverranno fuori quei problemi che per ora sono stati messi in un angolo.

Stiamo parlando della attendibilità dei dati di bilancio e dei criteri contabili, che presenta ancora molte ombre come dimostra il caso di Freddie Mac l’agenzia governativa che distribuisce mutui immobiliari ai privati, e del sottodimensionamento dei fondi pensione di molte grandi aziende, che costringerà General Motors, ExxonMobil e tante altre ad aumentare sensibilmente gli accantonamenti per colmare il forte gap rispetto alle prestazioni future dovute.

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