IL PREZZO GIUSTO PER KAKA’

26 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Madrid, 26 giu – Il prezzo giusto per Kakà? E’ 55 milioni di euro. Lo assicura il gruppo di studio sull’economia, lo sport e i beni intangibili (Esirg) dell’Università di Navarra, che ha messo a punto una formula che permette di stimare matematicamente il prezzo dei calciatori a seconda del club di destinazione. Secondo il metodo dell’Esirg, l’asso brasiliano del Milan dovrebbe essere pagato 55 milioni dal Real Madrid, mentre il Chelsea potrebbe arrivare a offrire tre milioni in più. La formula studiata dai professori Francesc Pujol e Pedro Garcia stabilisce fra le altre cose che più grande è il potere mediatico del club che acquista, tanto più dovrà pagare per il giocatore. Il che si spiega – secondo l’Università di Navarra – perché i grandi club entrano in competizione per un ristretto circolo di giocatori, e inoltre sanno che potranno guadagnare sfruttando l’immagine dei giocatori che acquistano in maniera molto maggiore rispetto ai club di fascia medio-bassa. Per contro, quando si tratta di vendere un giocatore, un club con un forte impatto mediatico vedrà una maggiore svalutazione dell’atleta. La ragione del deprezzamento in questo caso è che la vendita del giocatore è percepita come il risultato di prestazioni poco soddisfacenti da parte sua. Ovviamente, Pujol e Garcia sottolineano che più un giocatore è determinante per le sorti della sua squadra, maggiore sarà il prezzo del suo cartellino. Per quanto riguarda l’età, questa aumenta il prezzo di un calciatore finché non viene raggiunto il “punto di maturità”, dopo il quale il costo diminuisce progressivamente, anche se i professori non precisano a quanti anni un calciatore viene considerato all’apice della carriera. Altri fattori che influenzano il costo di un trasferimento sono la nazionalità del giocatore: se infatti una squadra tratta un giocatore originario del suo Paese, il prezzo è destinato a scendere, anche se i giocatori sudamericani che approdano in Europa tendono sempre ad avere un prezzo inferiore al loro reale valore di mercato, mentre quelli di origine africana non seguono questa tendenza.