IL PRESIDENTE DEL NYSE NON AMA LE DOT.COM

5 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Richard Grasso, chairman del New York Stock Exchange, ha detto a New York che si aspetta tempi duri per le ”dot.com”, le aziende internet e della nuova economia.

In un pranzo organizzato per la United Jewish Appeal-Federation nella sala tappezzata di legno di quercia del New York Stock Exchange, Grasso ha definito i guadagni degli ultimi cinque anni messi a segno dalle societa’ internet ”disneyani”, nel senso che fanno parte di un mondo di fantasia.

L’affermazione, proveniente dall’uomo al vertice del piu’ grande mercato azionario del mondo (il quale ha sempre sostenuto che giudizi in pubblico sull’andamento della borsa farebbero di lui immediatamente un ex-chairman) e’ arrivata a sorpresa in un momento forse di rilassamento, di fronte a un’audience che riteneva neutra. Invece qualche giornalista c’e’ sempre, in giro.

In risposta alla domanda di partecipante al pranzo, Grasso ha detto che ”i guadagni delle dot.com negli ultimi cinque anni sono stati disneyani, e saranno in futuro non piu’ sostenibili”.

”Il tasso di profitto e’ stato il doppio rispetto a quello medio del ventesimo secolo”, ha aggiunto il chairman del NYSE, ”e non puo’ andare avanti cosi’. Noi nel settore lo stiamo dicendo da tempo; e l’abbiamo detto abbastanza”.

L’indice Standard & Poor’s 500 ha guadagnato il 26% in media all’anno, compresi i dividendi reinvestiti, dal 30 dicembre 1994 al 28 aprile 2000, in raffronto a un profitto medio dell’11,4% tra il 1926 e il 1999, secondo le statistiche degli analisti.

Circa le societa’ internet ”la storia ci ha insegnato grandi lezioni”, ha detto Grasso, ‘ soprattutto perche’ bisogna separare il nuovo paradigma tecnologico dalle manie del mercato. Per questo molte delle dot.com saranno tra poco dot.gone” (traduzione: non saranno piu’ sul mercato).

”Io sono un dinosauro – ha detto Grasso, chairman del Nyse dal 1995 – il fatturato e gli utili contano, eccome. Ci sono societa’ il cui modello di business non fara’ mai un dollaro di profitti”.

Detto questo WallStreetItalia vorrebbe far notare che i commenti dell’italo-americano Richard Grasso non sono – come dire – obbiettivi. E quindi vanno presi con le molle.

Il New York Stock Exchange (NYSE) e’ infatti in aperta, diretta, feroce concorrenza con il Nasdaq, il mercato elettronico – ad alta crescita – dove sono quotate quasi tutte le aziende della New Economy americana e certamente tutte le societa’ internet.

Nessuna ”dot.com” si quotera’ mai al Nyse (anche perche’ le griglie per la quotazione sono piu’ rigide); e per questo la borsa di Grasso rischia di diventare meno influente rispetto al passato, visto che diventera’ sempre piu’ rapresentativa della Vecchia Economia, e non delle aziende piu’ innovative che danno il passo alla crescita nel futuro.