IL PIANO SALVA EURO: TANTE (TROPPE?) DOMANDE SENZA UNA RISPOSTA

11 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –L’Europa è salva…vero o falso? Secondo il mercato australiano di stanotte, ancora siamo in balia degli eventi. L’ASX200 è sceso dello 0,6% stanotte, azzerando i rialzi della mattinata che sono stati più un prosieguo dell’ottimismo anglosassone per il piano di salvataggio giunto in extremis che altro.

Ci vorrà del tempo per capire cosa significa nel breve termine questo piano di salvataggio in Europa, ma i dubbi comunque sono sempre lì dietro l’angolo.

Vediamo quindi di capire più in dettaglio cosa significa il piano di salvataggio: sforzi coordinati tra EU/IMF, di un ammontare simile al TARP della Fed, terranno i trader incollati agli schermi per le settimane a venire.

La price action nel mercato FX infatti significa che gli investitori sono, da un lato, sollevati di vedere questo annuncio congiunto di EU/IMF/ECB ma che non sono completamente fiduciosi che le sorti dell’Eurozona cambieranno definitivamente.

In effetti il fine è di calmare i mercati, e se guardiamo al Vix Index (sceso parecchio) o ai mercati azionari (generalmente saliti parecchio), si potrebbe pensare che il peggio è passato. Ma le valute esplicano gli interessi di un gruppo maggiori di persone e di istituzioni: sono un termometro migliore per l’euforia in questi casi.

Ma esattamente di quanti soldi stiamo parlando? In termini di USD oramai siamo sopra 1 trilione. Sono 750 miliardi di euro, di cui 440 di garanzie sui prestiti, 60 miliardi di fondi d’emergenza derivanti dagli altri paesi membri e 250 dall’IMF. La BCE non ha fornito specifiche tecniche, ma ha iniziato un programma di acquisti di obbligazioni governative.

Detto questo, che cosa, di preciso, hanno annunciato i nostri policy maker? Innanzitutto che c’è un nuovo SPV (Special Purpose Vehicle) che verrà creato per ridistribuire i prestiti nuovi (una proposta generata a quanto pare dal nostro Tremonti); nuove linee di Swap con la Fed, BoE, SNB, BoC per mantenere la liquidità elevata negli ingranaggi del sistema finanziario/creditizio dell’UE; riacquisti di bond da parte della BCE.

Ma quali sono ancora le domande ancora senza risposta? Innanzitutto che il governo della Merkel, senza la maggioranza, ci metterà del tempo per approvare questo tremendo investimento nel parlamento tedesco (uno dei maggiori contributori al salvataggio); quale sarà la meccanica di funzionamento del SPV che distribuirà questi aiuti agli stati bisognosi? Quanto ci vorrà affinchè gli stati approvino la SPV? La Grecia accetterà i termini di cui sopra? I restanti paesi dell’Eurozona potranno proseguire la politica interna senza grandi sacrifici, per via dei fondi prestati? L’IMF aveva a disposizione solo 268 miliardi di dollari nel fondo cassa…dove prenderanno gli altri fondi? Dai contribuenti USA?

Come si può notare, con piani così complessi e ingenti, sorgono mille interrogativi di un certo rilievo perché sono cifre astronomiche che anche noi facciamo fatica a inquadrare e a rendere tangibili.

Gli effetti per l’EurUsd sono tutt’ora incerti ma una cosa è sicura: il peso dei miliardi influenza anche il mercato FX e ogni goccia di scetticismo da parte della BCE (che è stata costretta ad aiutare, per non ritrovarsi sovrano di un regno del nulla) farà vacillare l’euro.

Passiamo all’analisi tecnica dove andiamo subito ad analizzare il movimento dell’EurUsd, che dopo aver toccato un massimo relativo a 1.30933, ha cominciato una lenta ed ordinata discesa che l’ha riportato sul 27 figura.

Quali le prossime evoluzioni del cambio? Chiaramente, non è facile dare una risposta in una situazione di mercato come quella attuale, per cui occorre utilizzare delle tecniche intraday (ogni trader è specializzato in quella che sente più vicino a lui) per sfruttare la volatilità giornaliera, sempre tenendo presente i livelli importanti che potrebbero far partire un movimento di più ampio respiro, che comunque si trovano distanti dai prezzi attuali: stiamo parlando di 1.2500 e di 1.3300.

Per la giornata invece il livello più importante cui prestare attenzione sembra poter essere 1.2700, spartiacque tra movimento bullish intraday o bearish.

Per quanto riguarda il dollaro yen, ci siamo mantenuti sostanzialmente in laterale dopo l’iniziale reazione rialzista al pacchetto salva-euro. 92.30 il livello da violare con decisione per puntare ad oltrepassare 92.00. A rialzo i livelli di resistenza li troviamo in area 93.50.

Possibilità di mantenersi all’interno di questi due livelli molto elevata, considerato anche il fatto che dal punto di vista dati macroeconomici risulta essere una giornata tranquilla, dunque tutta l’attenzione sarà ancora concentrata sull’euro e sui mercati stock.

Dopo i primi recuperi fatti segnare contro il dollaro americano, la sterlina ha riperso terreno riportandosi sotto quota 1.4900, ma interrompendo il suop movimento a ribasso a 1.4775. Possibili pressioni rialziste in mattinata con obiettivi che potrebbero sfiorare il 49 figura.

Attenzione sempre a quello che abbiamo ricordato all’inizio della sezione di analisi tecnica, sono tutti livelli indicativi intraday, è importante lavorare, in fasi come queste, con leve basse e stop loss sempre inseriti in macchina per evitare possibili bagni di sangue in seguito a partenze violente di qualche movimento.

Bel movimento di consolidamento del UsdChf sopra l’1.1050, che diventa così un buon livello di supporto, mentre, per valutare la divisa elvetica contro l’osservato speciale euro (ricordiamoci che non possiamo prescindere dall’osservazione di EurChf, precursore dei movimenti ribassisti che abbiamo vissuto), vediamo come sembra si stia puntando ancora quota 1.4100, e la possibilità che si provi a romperlo ancora ci sembra tutt’altro che remota. Seguire questo cambio nei prossimi giorni potrà aiutarci a chiarire le idee, soprattutto dal punto di vista della “calma” e della “rientrata tensione” sui mercati (1.4000 rimane il confine tra salvezza e baratro per l’euro).

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