Il piano disperato di Marchionne per rilanciare Fiat

20 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – “La Fiat e’ un’azienda sana e forte”, ma registrera’ nel 2012 in Europa una perdita di 700 milioni di euro.

Lo ha detto l’amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne, intervenendo allo stabilimento di Melfi, dando l’addio ai “marchi generalisti”.

Nel confermare gli obiettivi del Gruppo Fiat per il 2012, il Ceo ha sottolineato che la casa automobilistica torinese chiudera’ l’anno con un utile netto di gruppo di 1,2 miliardi di euro.

L’obiettivo del piano industriale e’ il raggiungimento del pareggio di bilancio in Europa nell’arco di 3-4 anni. Un utile della gestione ordinaria di circa 3,8 miliardi e un utile netto di 1,2 miliardi.

“In 3-4 anni raggiungeremo il pareggio delle attivita’ in Italia e in Europa”, ha detto, precisando: “Il nostro e’ un piano coraggioso, non per deboli di cuore. L’evento di oggi, qui a Melfi, e’ il primo passo concreto. E’ stata una decisione non facile e non scontata in un mercato in caduta libera”.

Il manager di origini svizzero canadesi ha annunciato anche la fabbricazione di tre nuovi modelli a Melfi e in generale di 17 nuove vetture realizzate negli impianti sparsi per tutta Italia. Via alla produzione di due nuovi mini Suv, un a marchio Fiat e uno a marchio Jeep.

La Fiat, inoltre, non chiedera’ aiuti pubblici per gli investimenti che intende effettuare.

“Quello che posso dire a tutti voi è di continuare ad avere fiducia perchè possiamo farcela”. Lo ha detto Marchionne, che ha invitato a “non arrendersi alle difficoltà” nei momenti difficili come quello attuale in cui ci sarà “un mercato dell’auto ancora molto debole per tutto il 2013.

Fiat – ha sottolineato Marchionne – in occasione della presentazione del nuovo piano di sviluppo dello stabilimento Sata di Melfi che produrrà due mini Suv – non intende però tirarsi indietro”.

Quanto all’agenda Monti “mostra coraggio, chiarezza e lungimiranza”. Dallo stabilimento di Fiat di Melfi ha parlato anche il presidente del consiglio Mario Monti. “L’azione del governo è solo all’inizio anche se quella di questo governo è terminata”, ha aggiunto alludendo alla necessità di continuare il processo di riforme avviato. “Penso che sarebbe irresponsabile dissipare i tanti sacrifici che gli italiani si sono assunti”, ha aggiunto. Dai sindacati la polemica, secondo cui il premier starebbe già facendo campagna elettorale.