Il pianeta ridisegnato: il nuovo ordine mondiale

28 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

La globalizzazione ha reso antiquato il vecchio sistema di divisioni statali e confini politici: prima i Paesi erano ben distinti geograficamente e ogni etnia o religione apparteneva ad un determinato Stato. Adesso nazionalita’ diverse formano gruppi piu’ estesi, che comprendono tanto gruppi etnici e religioni differenti. Un esempio lo offrono le nazioni del blocco dei BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) che sono caratterizzate per avere ognuna una sua storia e cultura totalmente distinta dall’altra. Tanto che il concetto di Terzo mondo, per esempio, ora come ora non ha piu’ senso di esistere.

Tali nuovi concetti sono venuti a formarsi dopo la fine della Guerra Fredda e stanno ultimamente diventando molto rilevanti. In un articolo di Newsweek si parla di socialismo e ideologia del capitalismo, che possono animare gruppi cosmopoliti, ma generalmente non riescono a muovere la massa, la maggior parte delle persone. Al contrario, una “tribu'” ha molto piu’ valore di qualsiasi ideologia. Come diceva il grande storico arabo Ibn Khaldun: “Solo le tribu’ tenute insieme con una certa intesa da una comunita’ possono sopravvivere nel deserto”.

Ma la cosa piu’ interessante dell’articolo e’ che il settimanale ha veramente provato a ridisegnare il pianeta guardando alle somiglianze culturali tra la gente e tenendo conto di fattori quali razze, etnie e religioni, che sono diventati piu’ importanti dei confini.

E’ pertanto l’affinita’ di gruppo che crea le nuove citta’ e i nuovi posti della globalizzazione, non piu’ l’appartenenza ad una certa area geografica. Un classico esempio di questo trend sono le citta’ come Londra e Singapore. Molti posti che prima appartenevano a certe categorie, come ad esempio la Francia, ora non sono affatto tanto facilmente delineabili.

Un altro esempio puo’ essere il New Hansa (Danimarca, Finlandia, Germania, Norvegia, Svezia) in cui e’ il commercio a legare le Nazioni, ognuna con lo stesso percorso culturale “germanico”. Questo gruppo di Stati e’ unito per vendere prodotti di grande qualita’ ai Paesi industrializzati.

Lo scombussolamento delle tipiche piantine geografiche potrebbe portare dunque ad una rivoluzione globale in cui ci si sente parte di un gruppo non perche’ li’ si e’ nati e si e’ vissuto, bensi’ perche’ vi si condividono gli stessi valori, siano essi religiosi, economici o di altra natura. Le persone viaggiano, sperimentano, cambiano idea e si adattano di piu’ alle diversita’: una modifica cosi’ grande va certamente fatta notare a chi osserva il mondo e ne determina l’appartenenza, i confini e le leggi.