Il nuovo ordine mondiale della produzione industriale

16 Agosto 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – La produzione industriale sta stabilendo un nuovo ordine mondiale economico. LeEco, la ‘Netflix cinese’ come viene chiamata, ha deciso di produrre auto elettriche iperconnesse e lo farà in una fabbrica cinese, nella prospera provincia costiera di Zhejiang. Altri simili progetti tecnologici innovativi aprono in Cina, in Indonesia, in Romania e in altre parti del mondo cosiddette emergenti.

L’Europa industriale stenta e i consumi languono mentre i paesi in via di Sviluppo riescono a continuare ad attirare capitali e idee imprenditoriali, nonostante il rallentamento della crescita sperimentato di recente. Basti vedere cosa sta facendo la Cina, un paese che dovrebbe essere in crisi e per il quale si parla di rischio di “atterraggio duro” dopo anni di crescita “folle”. La produzione industriale è aumentata del +6%, un computo impensabile da noi o anche nei paesi industrializzati.

In generale la produzione industriale fa fatica in media nel mondo. In piena ripresa, la produzione mondiale era rimbalzata di più del 10% l’anno dopo la grande crisi economico finanziaria del 2008-2009. Ultimamente quelle cifre non si vedono  più. Lo dimostrano gli ultimi dati pubblicati e relativi al mese di luglio

Da qualche mese la produzione industriale non cresce più dell’1,5-2% a ritmo annuale in media su scala globale stando alle stime dei Dipartimenti di Statistica nazionale. Questa crescita limitata e inferiore anche a quella del Pil, conferma che l’economia mondiale è orientata sempre più verso il settore dei servizi, a discapito dell’industria del secondario.

La crescita fragile a livello mondiale nasconde forti disparità tra i paesi emergenti (+4% di media) e quelli industrializzati come Giappone, Usa ed Europa. In Cina, malgrado la frenata della crescita economica in corso, la produzione industriale è ancora aumentata del 6% su base annuale a luglio e gli investimenti dell’8%. Sono cifre invidiabili per l’Occidente industriale. I volumi e capacità usciti dalle fabbriche sono molto elevati anche in Indonesia (+7,5%), Vietnam (7%) e Malaysia (+5%), nonché in certi paesi africani come la Costa d’Avorio.

Nel complesso i paesi in via di Sviluppo hanno riportato una crescita della produzione industirale del 4% di media. Nei paesi industrializzati non si registrano affatto le stesse cifre. In Francia la produzione industriale resta più del 10% sotto i livelli pre crisi e anche in Italia l’attività non ha più raggiunto il ritmo visto prima del 2008-2009.

Fonte: Le Monde