Il nuovo normale: banche europee ridurranno asset di mille miliardi

19 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Per rassicurare gli investitori e dimostrare che sono in grado di resistere alla crisi del debito sovrano, le banche europee hanno deciso di vendere asset e diminuire le attivita’ di prestito. Ma potrebbero non riuscire a reperire abbastanza in fretta finanziamenti freschi, rischiando di ricorrere a una ricapitalizzazione gestita dal governo.

Gli istituti francesi, britannici, irlandesi, tedeschi, spagnoli hanno annunciato dei progetti di vario tipo per ridurre di 775 miliardi di euro (1.060 miliardi di dollari) nei prossimi due anni, allo scopo di ridurre le necessita’ di finanziamento a breve termine e rispettare i requisiti di capitali piu’ severi chiesti dalle autorita’ di controllo.

Ma una mancanza di acquirenti e le perdite a cui le societa’ devono far fronte, stanno rendendo irraggiungibili quegli obiettivi. Entro la fine del 2012 BNP Paribas punta a ridurre gli asset piu’ a rischio di circa 70 miliardi di euro.

Secondo i dati forniti da Morgan Stanley, l’ammontare complessivo di tagli annunciati in Europa, che avverra’ tramite la riduzione delle attivita’ di prestito e la cessione di intere divisioni e attivita’ di credito, potrebbe raggiungere i due mila miliardi di euro.

Secondo un report di Open Europe, gli istituti di credito dell’Ue potrebbero aver bisogno di fino a 370 miliardi di euro di nuovi capitali nel caso in cui i paesi dell’area euro dovessero vedersi costretti a ricorrere a misure di ristrutturazione del debito dolorose.

Mentre la Grecia dovrebbe annunciare presto un default del 60% del suo debito, tramite una fase di ristrutturazione controllata, i creditori verso il Portogallo potrebbero vedersi obbligati ad accettare una svalutazione del debito del 25%.

L’esposizione della Bce verso i Piigs, nel frattempo, e’ salita a quota €590 miliardi, in rialzo di 146 miliardi nel giro di quattro mesi.