IL NOBEL STIGLITZ NEL PARTITO DEI PESSIMISTI

4 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi sul tratto a breve termine, mentre sono lievemente saliti sul lungo con lo spread 2-10 anni salito a 210 pb. A guidare l’andamento del mercato è stata la riunione della Bce che come nelle attese si è conclusa con un nulla di fatto sui tassi, ma soprattutto le parole di Trichet che hanno disatteso le aspettative di un’applicazione di uno spread al tasso di rifinanziamento a un anno.

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Il capo della Bce ha infatti dichiarato che per l’asta a lungo termine di fine settembre rimane valido l’attuale tasso di riferimento con allocazione piena delle richieste e questo dovrebbe continuare a garantire la liquidità necessaria al mercato. In merito alla strategia di uscita Trichet ha ribadito che l’Istituto è pronto a ritirare le misure di stimolo adottate, ma al momento non ne vede ancora la necessità.

Sull’inflazione la Bce non appare preoccupata, il pericolo della deflazione sembra scongiurato ed è pronta ad evitare anche un’eventuale inflazione. La Bce ha infine diffuso le nuove stime di crescita ed inflazione. Nel 2009 il Pil dovrebbe scendere del -4,1% da -4,6%, mentre nel 2010 dovrebbe tornare a crescere a +0,2% dal -0,3% stimato in precedenza. Per l’inflazione stima una crescita dei prezzi dello 0,4% nel 2009 e dell’1,2% nel 2010 dallo 0,3% e 1% rispettivamente. Al momento, alla luce degli ultimi dati macro, riteniamo valida l’ipotesi di un mantenimento dei tassi fermi fino alla fine dell’anno.

Ieri l’Ocse ha alzato le stime di crescita dell’area Euro per il 2009 portandole al -3,9% da -4,8%. Sul decennale la resistenza si colloca a 3,29% ed il supporto a 3,20%. Negli Usa i tassi di mercato governativi sono saliti leggermente in una giornata caratterizzata dal rimbalzo dei listini azionari Usa. L’indice S&P500 è tornato sopra la soglia dei 1.000 punti dopo quattro giornate consecutive di ribassi. Tra i titoli migliori segnaliamo i finanziari, quelli legati alle materie prime e gli industriali.

Ieri il tesoro ha annunciato che la prossima settimana saranno collocati bond a tre, dieci e trenta anni per un totale di 70Mld$. Sul fronte macro l’ISM non manifatturiero di agosto ha evidenziato una contrazione minore delle attese attestandosi a 48,4 dal 46,4 di luglio. Fisher, presidente della Fed di Dallas, ha dichiarato che l’economia Usa probabilmente andrà incontro ad un esteso periodo di lenta crescita dovendo far fronte a problematiche finanziarie che potrebbero richiedere anni per essere risolte. Sul fronte del mercato del lavoro segnaliamo oggi gli importanti dati relativi al mese di agosto che rappresentano l’evento più importante della giornata.

Segnaliamo infine le dichiarazioni di Stiglitz, vincitore in passato del Nobel per l’economia, secondo cui esiste un’elevata probabilità che l’economia Usa torni a contrarsi nuovamente una volta emersa dall’attuale recessione. Il professore prevede due possibili scenari futuri: a) un “periodo di malessere” nel quale i consumi restano deboli e gli investimenti non accelerano; b) oppure una fase di rimbalzo guidata dagli stimoli governativi seguita successivamente da una brusca ricaduta della crescita (quello che gli economisti chiamano “recupero a W”). Per oggi il supporto sul decennale governativo si colloca a 3,26%, la resistenza a 3,41%.

Valute: prosegue la fase di bassa volatilità per l’Euro/Dollaro che per tutta la settimana si è mosso tra 1,4380 e 1,4180. La volatilità potrebbe rimanere bassa fino ai dati del mercato del lavoro che, qualora uscissero molto distanti dal consensus, potrebbero riportare un po’ di vivacità sul cross, destinato probabilmente a muoversi in linea con le borse. Lieve deprezzamento dello Yen durante la notte nonostante l’andamento contrastato dei listini azionari asiatici. La volatilità è stata piuttosto bassa. Verso Dollaro il supporto si colloca a 91,75, la resistenza a 93,40. Verso Euro il supporto si colloca a 130 e le resistenze a 132,60 e 133.

Materie Prime: tra gli energetici il greggio Wti (-0,1%) continua a flirtare con area 68$/barile, mentre arriva l’ennesimo crollo per il gas naturale (-7,6%), ai minimi dal marzo 2002 sulla scia dell’abbondante livello delle scorte Usa. Tra i metalli industriali forte rialzo del piombo (+7,9%), sui massimi da 16 mesi a causa della chiusura di alcune fonderie in Cina in seguito a migliaia di casi di avvelenamento di bambini. Prosegue la marcia dei metalli preziosi con l’oro (+2%) in avvicinamento verso area 1.000$/oncia. Tra gli agricoli in calo la soia (-2,7%), in rialzo il cacao (+2,2%).

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