Il mercato immobiliare americano al centro delle analisi economiche

25 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: la giornata di ieri è stata caratterizzata da un’elevata turbolenza sui mercati. Il tasso decennale tedesco è sceso sotto il 2,2% e quello trentennale sotto il 2,8%. Lo spread 2-10 anni è sceso a 159 pb da 167, mentre il differenziale sui periferici si è allargato dovuto però principalmente ad un calo del tasso tedesco.

Lo spread sul decennale Italia-Germania si è infatti portato a 157 pb da 149, mentre quello Spagna-Germania a 183 da 177. In calo anche i listini azionari. Ad accentuare i movimenti di mercato sono giunti nel pomeriggio i dati statunitensi peggiori delle attese.

In Irlanda l’agenzia S&P ha tagliato il rating di un notch a AA-, lasciando l’outlook negativo. Secondo l’agenzia, un’ulteriore riduzione potrà essere effettuata qualora i costi per supportare il sistema bancario siano molto elevati o se le avverse condizioni economiche non permetteranno al governo di rispettare gli obiettivi fiscali di medio termine.

Sul fronte macro segnaliamo gli ordinativi industriali dell’area Euro di giugno che hanno registrato un rialzo superiore alle attese di Bloomberg, grazie principalmente ad un rialzo della componente beni capitali, riflettendo quanto si è già visto in Germania.

In mattinata è stato pubblicato l’indice Ifo tedesco di agosto che si è posizionato ai massimi da tre anni, con un incremento superiore alle attese sia della componente corrente che di quella prospettica. All’interno si evidenzia un miglioramento delle aspettative di business sia del settore manifatturiero sia di quello al dettaglio.

Oggi la Bce terrà l’operazione di rifinanziamento a tre mesi al tasso fisso dell’1% e full allotment, mentre in Portogallo ci sarà l’asta sui titoli 2016 e 2020 fino a 1,25 Mld€. Negli Usa tassi di mercato in marcato calo soprattutto sulla parte a lungo e lunghissimo termine, in modo particolare dopo la pubblicazione dei dati sulle vendite di case esistenti (circa l’85% del totale delle negoziazioni immobiliari Usa) di luglio, che hanno evidenziato un calo mensile di circa il 27%.

Il forte rallentamento del volume delle vendite in tale comparto, ha portato il tempo medio di smaltimento dell’invenduto (ad un tasso costante pari a quello di luglio) al livello record di 12,5 settimane. Il numero di case disponibili per la vendita è raddoppiato rispetto allo stesso mese del 2009. Alcuni esponenti Fed hanno ieri preso atto di uno stato dell’economia peggiore rispetto alle attese. Tra questi ultimi figurano Fisher ed Evans.

Quest’ultimo (membro votante dal 2011), pur escludendo l’ipotesi di una ricaduta in recessione, ha dichiarato di attendersi una ripresa molto modesta, aggiungendo di essere favorevole ad eventuali ulteriori manovre di supporto della Fed nel caso ve ne fosse bisogno. L’attenzione sulla dinamica immobiliare rimane pertanto il principale focus degli operatori anche oggi in vista della pubblicazione dei dati sulle vendite di nuove case.

In questo contesto si intensificano invece in India le attese di un possibile rialzo dei tassi per contenere l’inflazione nel corso del meeting del 16 settembre.

Valute: l’euro ha confermato la tenuta del livello di supporto in area 1,26, rimanendo comunque sempre all’interno della resistenza posta a quota 1,2730. L’area 1,2730/1,2780 rimane anche per oggi la principale resistenza in vista dei dati sul comparto immobiliare Usa.

Noda, ministro delle finanze giapponese, ha dichiarato che è pronto ad effettuare un’azione appropriata qualora sia necessario, poiché i movimenti sono stati eccessivamente sbilanciati in un’unica direzione. Man mano che il cross si avvicina al massimo storico vs Usd di 80, le probabilità di intervento aumentano.

L’eventuale efficacia sarà poi tutta da dimostrare, come evidenziato dal franco svizzero che segna nuovi record vs euro nonostante la banca centrale stia intervenendo da mesi per cercare di frenarne l’apprezzamento. Dal 2004 il Giappone non interviene sui mercati valutari. Diventa sempre più probabile la possibilità di una decisione imminente da parte della BoJ di ulteriori misure a sostegno all’economia. Verso euro il supporto si colloca a 105,50, verso dollaro a 83,50.

Materie Prime: giornata negativa per le materie prime tranne poche eccezioni come i metalli preziosi. L’indice GSCI è calato ai minimi da 6 settimane. In calo il greggio Wti (-2%) sui minimi da 11 settimane. Negativi anche i metalli industriali guidati dal nichel (-2,8%). Tra gli agricoli forte calo del caffè (-8,1%), ribasso maggiore da 2 anni su timori di calo della domanda a causa di un ritorno in recessione.

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