IL MERCATO DEGLI ECN SI DIVERSIFICA

8 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

I recenti contraccolpi negativi delle borse USA non hanno fermato la crescita delle reti di contrattazioni elettroniche, o ECN (Electronic Communications Network). Alla crisi dei mercati queste piattaforme di scambio di titoli indipendenti dalle piazze borsistiche ufficiali hanno infatti risposto con la differenziazione.

Alcuni di questi sistemi alternativi di contrattazione che fanno incontrare chi vende e chi vuole acquistare azioni – senza l’uso di ‘specialist’ o di ‘market maker’ quali intermediari – rimangono fermi nell’obiettivo di diventare veri e propri mercati azionari. Altri ECN invece hanno preferito potenziarsi come broker.

Istinet Group, ad esempio, il primo ECN a lanciare un’IPO – che completera’ lo spinoff dalla casa madre Reuters Group (RTRSY) – non si considera strettamente una borsa mercato anche perche’ permette ai suoi clienti l’accesso ai maggiori mercati stranieri e di espandersi in attivita’ quali lo scambio obbligazionario.

L’anno scorso gli scambi su Istinet sono ammontati per il 9,1% delle contrattazioni sul Nasdaq e sul New York Stock Exchange – gli ECN come gruppo conta per circa un terzo degli scambi sul Nasdaq – e nei nove mesi terminati a fine settembre la societa’ ha raccolto $1 miliardo di fatturato e $107,4 milioni di utili.

L’IPO della societa’ e’ atteso con ansia dagli operatori di Wall Street perche’ la sua performance dara’ un’idea di quanto il crollo del mercato abbia ridotto l’entusiasmo degli investitori per gli ECN.

“Se l’offerta di Instinet e’ ben accolta, penso che certamente altri ECN cercheranno di collocarsi in borsa”, ha commentato Bill Burnham della divisione di venture capital della giapponese Softbank.

L’ECN Island – fino all’anno scorso controllato da Datek Online Holdings che ora possiede meno del 10% – e’ invece uno dei piu’ attivi mercati per i titoli Nasdaq e sta cercando di ottenere l’approvazione come borsa mercato per poter piu’ facilmente espandersi nella contrattazione dei titoli della Big Board.

Nel frattempo sta mettendo insieme un mercato di azioni che seguono l’indice Nasdaq 100, note come QQQ, che sono trattate all’American Stock Exchange e, sebbene le quotazioni Island per i titoli Nyse e Amex non siano resi noti agli investitori esterni all’ECN, Island scambia milioni di titoli ogni giorno.

Anche l’ECN Archipelago sta cercando di diventare una borsa mercato, ma secondo il direttore generale di Island Matthew Andresen, solo una porzione ridotta di scambi viene eseguita sul sistema elettronico di Chicago.

Andresen divide infatti gli ECN in ‘maggiori destinazioni per gli ordini’, quali Island e Istinet, e ‘router per ordini’ che eseguono alcuni ordini, ma ne inviano la maggior parte a essere eseguiti altrove.

Un portavoce per Archipelago si difende pero’ sottolinenado che agendo da collegamento verso altri ECN permette la migliore esecuzione per i clienti e che gli ordini eseguiti in-house sono aumentati dal 9% del volume degli scambi del gennaio 1999 al 20% del febbraio di quest’anno.

Gli operatori di Wall Street non sanno quale dei due modelli di ECN – borsa mercato o broker – abbia o avra’ piu’ successo, ma nel frattempo altri sistemi di contrattazione elettronica stanno per entrare nel mercato.

La Securities and Exchange Commission, l’ente americano di vigilanza sulla borsa, ha infatti recentemente concesso la condizione di ECN a due sistemi operati da Wofex e GlobeNet Capital Corp. che verrano lanciati entro la fine dell’anno.