Il “mais crunch” si fa sentire: prezzi della carne al top di 25 anni

20 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

I prezzi della carne sono destinati a estendere il rally del 14% che l’anno scorso ha portato i costi al dettaglio ai massimi dagli anni ’80 e la carne di manzo e maiale costera’ come mai prima d’ora nell’ultimo quarto di secolo.

I livelli di prezzo dei futures sul mais – saliti giovedi’ di un altro 2% a quota $6,54 – hanno evitato agli allevatori di ampliare la disponibilita’ di bestiame. Tanto e’ vero che in luglio il livello di bestiame era ai minimi dal 1973 e il numero di maiali allevati si trovava su numeri estremamente bassi, mai visti prima. I futures sul mais sono balzati sui massimi di due anni nelle sedute di dicembre e il prezzo dell’ingrediente principale per sfamare gli animali da allevamento ora si trova oltre il 70% sopra la media di 10 anni.

Nel 2011 il fabbisogno pro capite di manzo in America raggiungera’ i minimi dal 1952 e il maiale quelli dal 1976. I futures sui prezzi della carne potrebbero salire del 14% nel giro di sei mesi e quelli del bestiame in generale del 3.6% entro aprile. Wendy’s/Arby’s Group, produttore dell’hamburger da 1360 calorie Baconator Triple, e CKE Restaurants, gruppo proprietario della catena di ristoranti Hardee, hanno avvertito gli investitori che dovranno vedersela con costi ancora piu’ alti in fatto di materie prime.

“Se i prezzi del grano salgono, anche quelli della carne lo faranno”, annuncia Mark Greenwood, vice presidente di AgStar Financial Services. Per il momento, come era naturale aspettarsi peraltro, i prezzi del bestiame non sono riusciti a tenere il ritmo di crescita incredibile visto nel terzo trimestre, quando l’estrema siccita’ in Russia e Cina ha spinto il costo di mais e farina in rialzo del 40%. I futures sul bestiame sono saliti dell’11% nell’arco di quel periodo.

Dopo che il Dipartimento dell’Agricoltura l’8 ottobre ha tagliato le previsioni sul raccolto per la seconda volta in due mesi, il mais ha guadagnato fino al 45% del suo valore, il massimo consentito dalla borsa di Chicago, al picco da settembre 2008.