Il Made in Italy che piace agli investitori stranieri

14 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il “made in Italy” continua a far gola agli investitori e lo scambio azionario e commerciale con i paesi del Golfo sta entrando sempre più al centro del dibattito quotidiano.

Da un lato, l’operazione più rilevante potrebbe essere quella di Ethiad su Alitalia che, se conclusa, porrà fine alle varie “querelle” sulla compagnia di bandiera a cui da troppo tempo stiamo assistendo e che dà l’esatto polso della deriva che il nostro paese ha subito negli ultimi anni.

Infatti, la nostra ex compagnia di bandiera fino agli anni 70 era considerata un gioiello in competizione con le principali major del settore, poi l’uso clientelare fatto dalla politica e con la complicità sindacale, attraverso assunzioni smisurate e sprechi di denaro pubblico, hanno portato alla situazione di crisi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.

Più piccola ma non meno rilevante l’acquisizione di pochi giorni fa da parte del fondo sovrano del Qatar del 65% della Forral di Vicenza, gruppo che ha in portafoglio i marchi Pal Zileri e le licenze di Moschino e Cerruti. Quindi dopo le varie, Bulgari, Loro Piana, Poltrona Frau, un’altra società più piccola vedrà i soci di maggioranza fuori dalle Alpi. Per fortuna dietro i tanti marchi ci sono “menti pensanti” e produzioni che resteranno nel nostro paese, però la crisi del sistema e gli alti costi di gestione delle società, stanno allontanando la classe imprenditoriale interna dalla voglia di nuove sfide. Sono ormai storia gli anni 80 e 90 con i vari De Benedetti, Gardini e Berlusconi ed altri che quotidianamente rivaleggiavano per scalate più o meno ardite, forse è anche cambiato il mondo e la globalizzazione la vediamo proprio in questi aspetti.

Passando ai mercati, c’è da sottolineare il nuovo assalto del Ftse Mib alla barriera dei 20000 punti; tecnicamente è stato superato per un’intera seduta con la chiusura sopra il livello; però non è riuscito ancora a consolidare come supporto ed è atteso al varco delle prossime sedute per rompere definitivamente questo livello e porsi obiettivi più elevati.

Nuovi target sono stati raggiunti dai nostri titoli di stato che hanno sovraperformato nella settimana, in considerazione anche delle aste che erano previste e che potevano portare ad una maggiore movimentazione. Al contrario le aste sono state un successo e i rendimenti ai minimi assoluti. Più nel dettaglio il Tesoro ha collocato 8 miliardi di euro di Buoni ordinari del Tesoro a 12 mesi, facendo registrare un nuovo minimo storico dall’introduzione dell’euro, 0,676%, rispetto a quello dell’ultima asta di metà gennaio (0,735%) e sotto il minimo storico del novembre 2013 (0,688%).

Sui Btp i livelli del 3 e 7 anni sono tornati a quelli del 2006-2007; sul decennale siamo in area 3,7% e soprattutto il trentennale riaperto in asta ha visto un rendimento del 4,59% rispetto al 4,99% di novembre quando la scadenza lunga tornò sul mercato dopo oltre 3 anni d’assenza per la crisi. Il tono di fondo del mercato obbligazionario è tornato positivo dopo il panico scatenato dal crollo dei mercati emergenti a fine gennaio e lo spread fra BTP decennale e Bund tedesco ha varcato nuovamente il supporto dei 200 punti base per buona parte della settimana.

Sulla parte corporate la nuova obbligazione UBI Banca è andata a ruba. Piace agli investitori italiani, ma soprattutto a quelli stranieri che l’hanno sottoscritta per il 55% dell’ammontare offerto: 1 miliardo tondo di euro. E’ stata prevalente la sottoscrizione da parte dei fondi d’investimento, seguita da quella delle assicurazioni, delle banche e di altri investitori . In tutto sono stati 280 i sottoscrittori del nuovo prestito obbligazionario UBI Banca che ha una durata di 5 anni (scadenza febbraio 2019) e una cedola fissa del 2,875%.

SIAS, Società Iniziative Autostradali e Servizi, è sbarcata sul mercato dei capitali con un nuovo bond da 500 milioni. Con cedola 3.375% e scadenza 13/2/2024. Il collocamento ha ricevuto ordini quasi otto volte superiori all’offerta prezzando il titolo a reoffer 99,466, per un rendimento del 3,439%. Circa l’83% dei sottoscrittori, prosegue la nota, è rappresentato da stranieri ed i titoli hanno guadagnato circa un punto.

Tra gli altri corporate da segnalare: Telisaonera, A3/A- con 500 milioni di euro, cedola 1.375% e scadenza 18/2/2019; Achmea con rating A con 750milioni di euro sulla scadenza 18/2/2021 e cedola 2.75% e la tedesca RWE Ag, Baa1 che ha aumentato la size del suo vecchio bond Rwe 3% 17/1/2024 di 300 milioni di euro.

Il Portogallo, Ba3/BB, ha riaperto per 3 miliardi di euro la sua emissione sindacata con cedola 5.6% e scadenza 18/2/2024. Oltre 9.5 miliardi di euro gli ordini ricevuti dagli investitori su quell’emittente.

Tra i finanziari: Goldman Sachs, Baa1 si e’ finanziata con un nuovo bond sulla scadenza 18/10/2021 con cedola 2.5% per un ammontare di 1 miliardo di euro, SEB ha emesso 1 miliardo di euro sulla scadenza 19/2/2021 con cedola 2%.

Ha invece optato per un subordinato la spagnola BBVA con 1.5 miliardi di euro perpetual tier1 NC5 con cedola 7% e prima call il 19/2/2019. Forte l’interesse degli investitori su questo nome, con oltre 14 miliardi di ordini raccolti, circa 600 investitori, attirati dalla buona cedola e rendimento offerti da questo titolo.

Tra i rumours, Raffaisen Bank con un subordinato tier2 11NC6 con un rendimento atteso nell’area del 4.65%, oltre 2.25 miliardi di euro gli ordini raccolti stamane nel grey market.

FCE Bank, Baa3 sta collocando una nuova operazione a 5 anni, 18/4/2019, con un rendimento atteso dell’1.90%, 2.5 miliardi di euro gli ordini raccolti dai lead managers.

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