IL GREGGIO
AI MINIMI DELL’ANNO

5 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Il balzo a sorpresa delle scorte Usa affonda il barile ai minimi dell’anno (il Brent tocca i 57,7 dollari a Londra, prima di tornare sopra i 59 in serata). E si intravede la soglia psicologica dei 55 dollari, livello attorno al quale l’analisi tecnica individua la trendline che ha sostenuto la fase rialzista degli ultimi due anni e che fa da supporto alle quotazioni. Sotto tale soglia, la caduta potrebbe così aumentare di velocità.

A provocare l’ennesimo ribasso del Brent (ormai lontano dai 78 dollari di inizio agosto) sono stati i dati del Dipartimento dell’energia Usa: la scorsa settimana le scorte di greggio sono cresciute di 3,36 milioni di barili, a quota 328,1 milioni, mentre ci si attendeva una riduzione di oltre un milione di barili. A frenare la caduta del greggio non è bastata la prospettiva di un taglio produttivo Opec lasciata intendere dal Kuwait.

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Il mercato non reagisce nemmeno ai cali di produzione che alcune major hanno anticipato sul terzo trimestre. A dover mordere il freno nell’estrazione saranno la norvegese Statoil, che paga il progressivo prosciugarsi dei giacimenti nel Mare del Nord, ConocoPhillips e Bp: su entrambe pesa lo stop forzato dei pozzi dell’Alaska, a Prudhoe Bay, ma per la compagnia inglese si tratta del sesto trimestre consecutivo di calo produttivo, mentre per Conoco i guai nel Nord America hanno contato solo per una frazione del calo complessivo della produzione.

Insomma, la spinta ribassista ha più forza dei livelli di estrazione. Secondo Barclays Capital, «il mercato dei future al Nymex la scorsa settimana ha registrato un ulteriore calo delle posizioni in acquisto speculative al netto di quelle in vendita. Il livello è ai minimi da marzo». Addirittura, nei future per il gasolio da riscaldamento, prevalgono i contratti di vendita a termine. «Questo potrebbe indicare che la pressione ribassista – aggiunge Barclays – provocata dalla speculazione è finita».

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