IL GOVERNO VARA MISURE ANTI-CRISI. E BERLUSCONI NON STA MAI ZITTO

26 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

Via libera del Cdm al nuovo decreto legge anti-crisi e alla manovra 2010: aiuti economici fino all’80% del salario e detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese. Il premier Silvio Berlusconi parla di “crisi soprattutto psicologica. Bisogna impedire di parlare agli organi che diffondono il panico”. Il governo non lascerà nessuno senza salario, ha poi assicurato il presidente del consiglio.

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Anche i media sono tra i fattori che alimentano la crisi. «Organismi internazionali e stampa danno incentivi alla paura e diffondono il panico». Lo ha ribadito – dopo averlo dichiarato a Santa Margherita a metà mese – il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi spiegando che per superare questa crisi gli imprenditori “devono avere coraggio, continuare a crederci e non avere paura. Devono anche – ha aggiunto – spingere gli editori a non diffondere sui giornali o sulle televisioni il panico arrivando anche a minacciare di non dargli più pubblicità”.

Il premier ha comunque chiesto agli imprenditori “di continuare a fare promozione dei propri prodotti non diminuendo la pubblicità” perchè il rischio è quello “di perdere quote di mercato” innescando un circolo vizioso che porterebbe anche a una diminuzione della produzione.

“Gli italiani rispondono ai miasmi, ai veleni e alle calunnie che ci hanno gettato addosso con un maggiore attaccamento alla nostra parte politica e a me” ha aggiunto il premier, concludendo la presentazione ai giornalisti del dl manovra varato dal governo. “La vera moralità l’abbiamo portata noi ed è rispettare gli impegni presi”.

Il decreto fiscale varato dal governo prevede la detassazione al 50% degli utili reinvestiti dalle aziende in «macchinari e apparecchiature» fino al 30 giugno 2010. L’incentivo, si legge nell’articolo 5 della bozza di provvedimento di cui l’agenzia Radiocor è in possesso, «è revocato se l’imprenditore cede a terzi i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto».

Arriva poi una «riduzione del costo dell’energia per imprese e famiglie». Lo prevede l’articolo 3 della bozza decreto anticrisi che ha avuto oggi il via libera del Consiglio dei ministri. La riduzione dei costi dell’energia per le imprese e famiglie si dovranno ottenere attraverso un complesso meccanismo. In pratica viene chiesto ai grandi produttori di gas di cedere una quota da immettere nel mercato a condizioni stabilite dall’Autorità dell’energia.

In arrivo anche una norma «di contenimento per stipendi e consulenze nelle società pubbliche. In pratica dovranno adeguarsi ai limiti che vengono posti in generale alle amministrazioni pubbliche.

Aumenta poi del 20%, rispetto a quanto perso, l’ammontare del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarietà. Lo prevede sempre la bozza del decreto anticrisi. La misura ha carattere sperimentale per gli anni 2009-2010 ed è previsto un limite di spesa di 40 mln nel 2009 e 150 per il 2010.

Rimborsi in arrivo non solo per i piccoli risparmiatori che hanno investito in obbligazioni Alitalia ma anche, in parte, per gli azionisti. Lo stabilisce la bozza di decreto legge anti crisi. «Ai titolari di azioni della società Alitalia, ora in amministrazione straordinaria viene attribuito il diritto di cedere al ministero dell’Economia e delle Finanze – si legge nel testo – i propri titoli per un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di borsa delle azioni nell’ultimo mese di negoziazione ridotto
del 50%, pari a 0,2722 euro per singola azione» e agli stessi azionisti verranno dati «in cambio titoli di stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 31 dicembre 2012 e con taglio minimo unitario di mille euro».

Le norme riguardanti i titoli Alitalia, contenute nella bozza del dl prevedono anche che lo stanziamento a favore dei piccoli risparmiatori passa da 100 milioni di euro a 330 milioni di euro. Quanto al rimborso dei bond, si specifica che sarà «pari a 0,262589 per singola obbligazione, corrispondente al 70,97% del valore nominale». Si pone poi un tetto ai rimborsi fissato a 100 mila euro per ciascun obbligazionista e 50 mila euro per ciascun azionista. Il termine per il concambio di obbligazioni-azioni viene fissato al 31 agosto 2009 (attualmente per le obbligazioni era al 10 luglio 2009).