Il governo ha discusso ipotesi di un piano aiuti

10 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il governo del primo ministro Mario Monti ha tenuto un lungo colloquio sulla possibilita’ di chiedere un piano di aiuti europeo che si occupi di comprare bond italiani.

L’esecutivo, ha riferito un ministro a Bloomberg, non prevede che all’Italia vengano imposte nuove condizioni in cambio. Oggi si riunisce il Consiglio dei Ministri.

“Abbiamo ancora tempo per discuterne; vedremo quali saranno le condizioni”, ha dichiarato in un’intervista da Roma il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo quando gli e’ stato chiesto se l’Italia potrebbe avanzare una richiesta di sostegno esterno a settembre.

Periodo in cui si decidera’ definitivamente se si andra’ alle elezioni anticipate, ipotesi difficile, o se invece il governo riuscira’ a garantirsi l’appoggio del parlamento fino alla primavera del 2013, quando e’ prevista la prossima tornata elettorale. Il 20 settembre e’ il giorno dello spartiacque perche’ e’ l’ultima data disponibile per sciogliere le camere e votare a novembre.

“Abbiamo una conoscenza dettagliata dell’argomento e credo anche che abbiamo gli strumenti per prendere decisioni”.

In un comunicato inviato via email alcune ore dopo l’intervista, Profumo ha precisato che “non c’e’ stata un alunga discussione” al Consiglio dei Ministri circa la richiesta di attivare un meccanismo che limiti lo spread e che non c’era alcuna discussione in corso al momento.

Monti ha gia’ annunciato che non vede il motivo per attingere al fondo di salvataggio dell’Eurozona.

Profumo ha voluto distinguere tra la situazione del suo paese e il caos greco, precisando che i conti pubblici italiani sono in ordine.

Detto questo nell’eventualita’ in cui l’Italia faccia richiesta di ricorrere a un piano di acquisto di bond servendosi delle risorse del fondo salva stati, il paese dovra’ accettare le condizione imposta dalle autorita’ europee prima che il programma venga avviato.

Profumo ha detto che il governo ha fiducia nel fatto che i partner dell’area euro si accontenteranno delle manovre gia’ adottate dall’esecutivo e che non imporranno il varo di ulteriori misure di austerita’.