Il governo Berlusconi aumenta le tasse. Arriva l’IMU sugli immobili

23 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

”Quando un ministro dell’Economia spara la notizia di una nuova tassa sulla casa il giorno che i sindaci scendono in piazza vuol dire che la confusione e’ totale”. Commenta cosi’ il sindaco di Bari, Michele Emiliano, le anticipazioni dei giornali di oggi che hanno paventato l’intenzione del Governo di introdurre una nuova tassa sugli immobili a parziale sostituzione dell’Ici. Emiliano e’ intervenuto alla manifestazione davanti al Senato e ha parlato della manovra e del peso che questa avra’ su sindaci e cittadini.

”Sono ottimista di professione perche’ faccio il sindaco – ha detto Emiliano – e come i colleghi che oggi sono qui non vivo in maniera distaccata i problemi della gente ma li tocco con mano ogni giorno. Non posso permettermi il catastrofismo – sottolinea il sindaco di Bari – ma non posso non dire che a questa manovra manca del tutto una strategia per combattere la crisi. Si possono anche chiedere sacrifici alle citta’, alle aziende, alle famiglie ma in vista di un risultato – spiega Emiliano – ma qui il risultato nessuno lo riesce ad intravedere perche’ c’e’ un governo che rispetta solo le esigenze di chi ha meno bisogno perche’ e’ composto da gente che ha meno bisogno da qui.

Di questo passo – continua il sindaco di Bari – non potremo neanche pagare le bollette delle piscine comunali per molti cittadini delle grandi citta’ unica possibilita’ di vacanza. Migliorare il trasporto pubblico gia malconcio, poi non se ne parla”. Per Emiliano ”tenere insieme una comunita’ ha un costo ma con questa manovra ci accorgiamo che vengono tutelati solo le ragioni del capitale originario capitale che non viene investito in imprese economiche che restituiscono speranza al Paese ma si utilizza per produrre altro denaro e prorogare il benessere di pochi a danno della maggioranza della comunita”’.

Verso una service tax per i Comuni sugli immobili, cioè un’unica imposta locale che riunisca tutte le forme di tassazione. E’ questa l’ipotesi su cui sta ragionando il governo nell’ambito del federalismo fiscale. Lo ha riferito il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, al termine dell’incontro al Tesoro con i ministri dell’Economia, Giulio Tremonti, e della Semplificazion,e Roberto Calderoli, precisando che sarà esclusa la prima casa. Quindi, non ci sarà un ritorno dell’Ici. “Sarà esclusa la prima casa effettiva, ma l’ipotesi – ha detto Chiamparino – è raccordare molte altre tassazioni sugli immobili e fare un’unica imposta locale, così da semplificare tutte le imposte”. A chi chiedeva se una soluzione di questo tipo soddisferebbe i Comuni che da tempo chiedono un’autonomia fiscale, Chiamparino ha risposto: “Per dire se ci soddisfa dobbiamo prima vedere il testo. Certo – ha aggiunto – va nella direzione da noi chiesta”.

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Tasse, adesso spunta l’Imu. L’imposta casa torna ai Comuni

La misura dovrebbe riguardare l’accorpamento delle imposte legate ai servizi. Pronto il decreto sul federalismo fiscale. Tremonti: “Ma non è l’Ici”

di BARBARA ARDU’

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(WSI) – Tutt’altro che accantonato, il federalismo fiscale arriverà sul tavolo del governo nei prossimi giorni. È Giulio Tremonti ad annunciarlo dal palco della festa per il 236° anniversario della Guardia di Finanza. E col federalismo fiscale potrebbe rispuntare una tassa sugli immobili. “Nei prossimi giorni, avendo lavorato in silenzio – ha detto il ministro dell’Economia – presenteremo in parlamento, oltre ai costi standard per la spesa sanitaria nelle Regioni, e oltre agli studi di settore da applicare su tutti i livelli di governo, la bozza del decreto-base del federalismo fiscale”. E lì dentro che, aggiunge Tremonti, c’è il “ritorno ai Comuni del potere fiscale nel loro comparto naturale di competenza: immobiliare e territoriale”.

Il pensiero va subito all’Ici, ma il ministro Roberto Calderoli smentisce categoricamente una simile ipotesi. “L’Ici non c’entra nulla. È quella che è (per le seconde case ndr) e tale rimarrà. Quello che abbiamo in mente – aggiunge il ministro per la semplificazione – è una vera rivoluzione. Prima di annunciarla però, ne parleremo con i Comuni”. E anche Tremonti precisa che non si tratta dell’Ici, quando legge le agenzie di stampa battono la notizia.

Un giallo, quello su un possibile ritorno dell’Ici sulla prima casa (eliminata per tutti gli italiani ricchi e poveri dal premier poco dopo l’insediamento a Palazzo Chigi), che dura non più di un paio d’ore. Non c’è dubbio però che Tremonti abbia parlato di “ritorno dell’imposizione fiscale ai Comuni su immobili e territorio”. Che però non vuol dire solo Ici. “Né tantomeno l’introduzione di una nuova tassa”, rassicura Calderoli. Più probabile l’accorpamento di imposte che oggi sono spezzettate, come quella di registro o sui rifiuti, oltre naturalmente ale tasse sugli immobili. D’altra parte il ministro per la Semplificazione ne aveva parlato tempo fa, battezzandola service-tax. In realtà il nuovo nome sarebbe Imu (Imposta municipale unica).

Qualche dubbio però a Enrico Morando (Pd), gli passa per la testa. “Se si parla di immobili – commenta – è difficile parlare di altro se non di Ici. Magari stanno pensando a una riorganizzazione della tassa, il che non sarebbe una cattiva idea. Prodi l’aveva tolta per la prima casa – aggiunge Morando che siede nella Commissione finanze del Senato – ma in base al valore dell’immobile. Berlusconi l’ha tolta per tutti, ma con la crisi che morde bisogna far pagare chi ha di più. Proprio ieri la Gran Bretagna ha aumentato il prelievo sui capital gain al 28%, altro che il nostro 12”.

Tremonti ha parlato di federalismo fiscale, ma non solo. Ha elogiato le Fiamme gialle per aver portato alla luce 22,2 miliardi di euro di evasione fiscale in soli cinque mesi. E citando Gianni Agnelli ha annunciato che “La festa è finita”, sia perché era inevitabile che la crisi “avrebbe travolto e trasformato il mercato dell’auto”, sia per allontanare “l’illusione che la spesa pubblica sia o possa essere una variabile indipendente dal Pil”.

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