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IL GESTORE SALTA SULLA LOCOMOTIVA AMERICANA

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(WSI) – Investitori e money manager tornano a bordo della locomotiva americana. Il moderato ottimismo su Wall Street arriva da un mix di fattori: innanzitutto le buoni valutazioni della Corporate America. «I titoli dell’indice S&P500 – spiega Dario Michi, gestore di Novagest – hanno un rapporto price/earning (p/e) medio di 14,6 volte. Un valore vicino ai minimi storici, che mal si coniuga con la crescita dei profitti nel secondo semestre 2006: più 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e più 6% rispetto al primo trimestre di quest’anno».

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Peraltro nell’ultimo anno l’S&P500 ha guadagnato solo il 6% contro il 15,6% del Dj Stoxx 600, l’indice che raggruppa le principali società quotate sui listini del Vecchio Continente. E ora il mercato è pronto a scommettere su un riscatto di Wall Street, anche alla luce dell’attenuarsi dello spettro dell’inflazione. Mercoledì 16 agosto il Dipartimento del lavoro americano ha diffuso il dato sui prezzi al consumo, che a luglio sono cresciuti dello 0,4%, in linea con le previsioni degli analisti. Inoltre, se si esclude la componente core, il rialzo è soltanto dello 0,2%, l’incremento più basso dallo scorso febbraio.

Non solo i fund manager, ma anche i risparmiatori italiani sono quindi tornati a guardare con fiducia al mercato statunitense. Secondo i dati di Assogestioni, a luglio i fondi specializzati sul Nord America hanno raccolto, al netto dei riscatti, quasi 31 milioni di euro e anche da inizio anno il trend è positivo: tra le azionarie, quella americana è una delle categorie che ha raccolto di più (510,2 milioni di euro).

Nell’ultimo anno, tra i fondi armonizzati che hanno ottenuto i risultati migliori, al primo posto spicca il Geo Us B della sgr britannica Bright Oak (+21,55%), seguito dal M&G-C American (10,58%) e dal Mliif-B Us Foc V Sc (+10,56%) di Merrill Lynch. Non bisogna dimenticare che un investitore europeo deve, però, fronteggiare il rischio di cambio dovuto a un eventuale deprezzamento del dollaro nei confronti della moneta unica. Per esempio nel caso del Geo Us B la perfomance in dollari è stata del 26%, che è diventata però il 21,5% in euro. Ben 4,5 punti sono stati erosi dall’indebolilmento del biglietto verde nei confronti dell’euro.

Per quanto riguarda i settori, secondo i gestori interpellati da B&F, le maggiori soddisfazioni nel prossimo futuro arriveranno da finanziari, energetici, farmaceutici e dall’hi-tech. A scommettere sulle banche è soprattutto Jeremy Lefkowitz di Invesco, che ha in portafoglio titoli Citigroup e Bank of America. «Questi due colossi del credito hanno bilanci molto solidi e ottime valutazioni – dice il money manager di Invesco – Il loro p/e è di 11,3 volte. Cioè al di sotto della media del settore che è di 13,5 volte». Sempre a livello bancario il colosso dell’asset management M&G sovrappesa le azioni di JP Morgan. Mentre Arca Sgr privilegia l’energy con i titoli di ExxonMobil e della conglomerata General Electric. Oltre che da finanziari e utility, per Dws Investments il recupero di Wall Street sarà guidato anche dai farmaceutici.

Un’opportunità che la Sgr di Deutsche Bank sta cercando di sfruttare attraverso le posizioni aperte su Johnson & Johnson e il colosso del biotech, Amgen. Infine Andrew Acheson, gestore di Pioneer Azionario America, scommette sui tre giganti dell’hi-tech Intel (microchip), Apple (computer) e At&t (telefonia).

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