Il fiscalista Tremonti e il mito che abbia tenuto i conti in ordine

7 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

post inviato nei Commenti da Carlomagno:

IL DIABOLICO MECCANISMO DELLA NO TAX AREA IDEATO DA TREMONTI

Sempre a proposito di Tremonti, in un mio precedente post cercavo di sfatare il luogo comune di Mr. “conti in ordine” evidenziando come in un decennio l’accoppiata Tremonti-Berlusconi, pur essendo consapevole dell’alto debito pregresso e in concomitanza di tassi di interessi storicamente bassi, avesse portato il debito pubblico dai 1.300 mld di fine 2000 a oltre 1.900 mld. di oggi. Un’altra trovata del fiscalista è stata l’ideazione del meccanismo della c.d. no tax area colla quale spremere maggiormente i contribuenti con reddito medio-basso. La no tax area si basa sul principio che un lavoratore col proprio reddito debba prima di tutto provvedere al proprio mantenimento e poi pagare le tasse. Una sorta di franchigia esente dal pagamento di tasse. Principio giusto che si trova presente pressoché in tutti gli ordinamenti fiscali evoluti.

Ma il nostro fiscalista ha ideato un diabolico meccanismo per vanificare questo beneficio e spremere un po’ più, come si diceva, i redditi medio – bassi. Vediamo come funziona questo meccanismo. La no tax area è stata stabilita nella misura di 7.500 euro per i lavoratori dipendenti e pensionati. Cioè chi ha un reddito fino a 7.500 euro non paga tasse. Bene, penseranno i più, per i redditi oltre tale soglia si comincerà ad applicare l’aliquota minima del 23% (che per essere l’aliquota minima è semplicemente scandalosa). Così su un reddito di 15.000 euro, 7.500 sarebbero esenti e sugli altri 7.500 si applicherebbe il 23%, si pagherebbero cioè 1.725 euro di imposte. Così dovrebbe essere, ma in realtà non è così, perché l’ammontare della no tax area non è fisso bensì variabile e diminuisce con l’aumentare del reddito e si calcola con una formula senza logica apparente: (33.500-reddito)/26000 = percentuale da applicare ai 7.500 euro per ottenere la no tax area.

Così prendendo l’esempio di 15.000 euro di reddito avremo: (33.500-15.000)/26.000 = 0.71 che applicato a 7.500 = 5.325 no tax area. 15.000-5.325 = 9.675 si cui applicare il 23% cioè euro 2.225 di imposte anziché 1.725 (una differenza di ben 500 euro). Questo diabolico meccanismo ha il duplice effetto negativo, da una parte di accentuare la progressività dell’imposta sui reddito medio-bassi, dall’altra di incentivare l’evasione fiscale, per chi può permetterselo naturalmente, perché per ogni euro evaso non solo si sottrae quell’euro alla tassazione ma si evita di erodere la tax area. La cosa è tanto più odiosa se pensiamo che sia stata fatta da chi predica che una della cause dell’evasione sono le aliquote fiscali alte! Tutto questo succedeva mentre si abbassava l’aliquota massima dal 46 al 43% a beneficio del suo compare Berlusconi et alia.

06/10/2011 14.09.17